Prima novità dell'anno nuovo: il mio primo romanzo su una mia scoperta che rivoluzionerà il modo di leggere la Divina Commedia.
Sotto, tutte le notizie e anticipazioni. Anche sul programma, ovviamente!
Buona lettura a tutti!

Magia e mistero in una storia fantastica da raccontare....

Sembra un classico argomento, una di quelle storie già sentite e risentite, e forse lo è, ma porta con sé tanti misteri legati alla magia, alla fantasia, alla storia. Tutto cominciò nel 305, quando le prime comunità cristiane stavano iniziando la diffusione della Parola di Dio, in un periodo che vedrà l'editto di Costantino, che proclamò il Cristianesimo la religione madre dell'Impero. In quell'anno, un tale Nicola, fu nominato a gran voce Vescovo di Myra, in Anatolia. Dopo esser stato imprigionato ed esiliato nel 305, fu poi liberato dallo stesso Costantino nel 313. Nicola riprese la sua attività con la comunità cristiana di Myra, sempre agendo per il bene altrui. La storia ci narra, tra le molte cose da lui fatte, di due sorelle che avevano bisogno di soldi per la dote, altrimenti il padre si sarebbe trovato costretto a farle prostituire. Nicola, allora, pattuì col padre delle ragazze che, di notte, per tre notti consecutive, avrebbero dovuto mantenere una finestra aperta, lì il vescovo avrebbe lanciato un sacco pieno di soldi a notte. Le cose andarono per il verso giusto per le prime due notti, ma la terza Nicola si trovò la finestra chiusa; così, pur di dare quei soldi, si arrampicò di persona fino al tetto e fece calare il sacco coi soldi dal camino, lì dove venivano appesi i calzini. Secoli dopo Nicola sarebbe stato ricordato come San Nicola e le sue spoglie trasportate da 62 marinai nel 1087, in verità si pensa che questi fossero cavalieri, per salvarle dagli attacchi al mondo ed alle reliquie cristiane di quel periodo e messe nella cattedrale di Bari. Lo spirito del Santo ha continuato a vivere, fondendosi nel corso dei secoli con tradizioni cristiane ed elementi pagani. La mitra rossa e la veste dello stesso colore sono gli elementi distintivi di quest'uomo, rappresentato da allora nei Paesi Bassi, in Germania, Belgio, Svizzera ed Austria così fino ad oggi. Ma se già qui finisse il nostro viaggio sarebbe poco più di un piccolo tour. Invece il nostro viaggio continua. La storia e la tradizione dei popoli nordici, che legarono sempre più nel corso del tempo la storia di un uomo che per il 6 dicembre portava i doni(San Nicola) ad elementi non cristiani, ci narra del dio Odino. Secondo la leggenda il dio era solito organizzare ogni anno una battuta di caccia e di farla muovendosi su di un cavallo volante. In corrispondenza di quel giorno i bambini, per sfamare il cavallo del dio, lasciavano sotto al camino degli stivali che riempivano di carote e paglia. La tradizione era solita per il 6 dicembre e in quei posti San Nicola è tuttora festeggiato proprio come l'uomo che porta i doni su di un cavallo, per cui i bambini preparano il mangiare. Il sincretismo a cui è stato soggetto è chiaro ed evidente e si protrae nel corso dei secoli. Arriviamo alla prosa inglese, quando Charles Dickens scrive il suo "Canto di Natale"(A Christmas Carol), inserendo una figura che possiede le caratteristiche ed i particolari che abbiamo detto. Si tratta di uno spirito che rappresenta la bontà natalizia, lo Spirito del Natale presente, vestito di verde. La svolta è avviata dall'Olanda, e ormai la magia e la voglia di credere ad un qualcosa di fantastico spinge questo popolo, "creatore" della figura di Sinterklaas, derivata da San Nicola, ad evolverla, attribuendogli una divisa rossa, ed una mitra(cappello vescovile) dello stesso colore, un bastone pastorale e una barba lunga, folta e bianca. Sinterklaas si muove con un cavallo bianco volante e coi suoi aiutanti(piccoli, tanto da poter entrare attraverso il camino nelle case), lascia i doni a tutti i bimbi, solitamente, anche qui, il 6 dicembre. Ed eccoci al punto cardine, alla svolta su questa figura , stupenda. I gruppi olandesi ed inglesi, trasferitisi in America, finirono per identificarsi nella figura di Sinterklaas; così facendo fecere delle "fusioni" di usi, particolari che questa figura avrebbe avuto. Da Sinterklaas il nome, nel corso del tempo, passò a Santa Claus e si concretizzò quando sul giornale della città di Troy, il Sentinel, fu pubblicata una storia(23 dicembre 1823), scritta da Clement Clarke Moore: "The night before Christmas". Santa Claus è un uomo anziano, barba folta, che si sposta, nella notte di Natale, con otto renne, per la prima volta nominate: Dancer, Dasher, Prancer, Vixen, Comet, Cupid, Donder e Blitzen. I colori della veste però variano in continuazione, fino a quando, con le prime cartoline di Natale, nel 1885, andò sempre più verso una decisa e ferma scelta. Pian piano sempre più riviste e pubblicazioni aggiungevano particolari, andando, così via, stabilizzandosi. L'impulso definitivo è certamente giunto quando la Coca-Cola lo ha scelto come testimonial di eccezione nella sua campagna pubblicitaria natalizia. Così è nata e si è concretizzata la figura che tuttora vediamo: barba bianca, completo rosso, con finiture di pelliccia bianca e con bottoni oro, cintura, stivali, cappello rosso con pon-pon bianco, sacco pieno di regali, occhialini e slitta volante, trainata da otto renne. La sua dimora non è però certa; c'è chi dice sia il Polo Nord (U.S.A. e molti altri paesi), chi, invece, lo sistema in Lapponia(Rowaniemi); altri invece in Svezia o Groenlandia; comuque tutti posti freddi. Ma nonostante le tradizioni varie e gli adulti, la magia è sempre presente e quando la leggi in una voce, o in uno sguardo di un bambino durante Natale, anche te ne sei immerso. Così fu anche per Harry Shoup, comandante del CONAD(Continental Air Defense Command). Per errore il numero che nel 1955 Sear Roebuck, un grande magazzino di Colorado Springs dette ai bambini dicendo fosse quello di Babbo Natale, corrispondeva a quello del comando della difesa aerea. Il centralino andò in tilt, e il comandante, nonostante ciò, proprio come può fare un padre coi figli, a tutti i bambini che chiamarono diceva che captava col radar la slitta di Babbo Natale, illuminando la giornata a tutti loro. Concludendo questo inusuale, ma stupendo viaggio, vogliamo lasciarci con la magia e la voglia di credere che qualcosa di stupendo sia possibile, proprio come fu risposto a Virginia, nel 1897, una bambina che si chiedeva se realmente esistesse Babbo Natale. Scrisse una lettera al New York Sun e l'editorialista pubblicò una risposta che ancora riecheggia: "Si Virginia, Babbo Natale esite eccome, così come esistono l'amore, la generosità e la devozione". Perché non fantasticare? Perché non sognare, non costa nulla e non importa se si sembrerebbe folli; chi ha occhi e cuore per sognare, è vivo. Con questo vi saluto. Passate tutti un Buon Natale e in generale delle Buonissime Feste! Ci rivediamo l'anno prossimo, quando il blog compirà un anno di vita e sarà celebrato con un articolo a dovere, che, come già era successo lo scorso mese, farò scegliere a voi, proprio per festeggiare questo primo anno di vita.

Buon Natale e Buon Anno a tutti!!!

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Le scritte della Sindone


Ho scritto già tre articoli sulla Sacra Sindone e sul Sudario, ma è giusto, quando ci sono novità importanti, renderle note. Una ricercatrice, esperta in storia templare e "Ufficiale"(Funzionaria in servizio permanente) dell'Archivio Vaticano, da alcuni anni stava lavorando con molta intensità ad uno studio puramente scientifico del reperto più importante e sacro della religione cristiana, su cui, ancora, ci sono molti dibattiti. Questa giovane studiosa è Barbara Frale che, con Francesco Tommasi e Simonetta Cerrini, guida le ricerche e gli studi sui Templari. Il "lenzuolo" di Cristo, si sa, è stato sottoposto soprattutto negli ultimi anni a numerose ricerche e studi, per mezzo di tecniche sempre più approfondite, andando a ricercare prove, dati, anche a livello microscopico e di raggi elettromagnetici. Nel 1978, a seguito del negativo della fotografia della Sindone, che rivelò dati incredibili, si notò subito un particolare. In un lembo di stoffa della stessa era stata individuata una macchia anomala; approfondendo l'ingrandimento si era notato che quella che appariva come una macchia, in realtà era un testo, ma ancora troppo piccolo e sporco da consentirne la lettura. Gli studi sono proseguiti avvalendosi di numerose tecniche, fino a quando non si è riusciti a decifrare la scritta. Questa è una sola, non un testo elaborato, ma riprodotta in tre lingue(quelle ufficiali di Gerusalemme): Latino, Greco ed Aramaico. Questo elemento è già un qualcosa di particolare e che ha fatto riflettere gli studiosi sollevando non pochi dubbi sulla veridicità della Sindone e sul perché, soprattutto, fosse presente una scritta su un lenzuolo vestito da un condannato a morte ormai deceduto. Non era usanza realizzare queste scritte, così ha sollevato un grosso polverone e dubbi sul perché; ma una prima ipotesi elaborata dalla Frale è che questa si sarebbe formata per contatto, magari con cartigli. Un'ipotesi è che queste fossero presenti, perché questo sarebbe stato un condannato molto importante, ritenuto pericoloso per l'ordine pubblico e che, così, quelle scritte avrebbero certificato la sua morte. Un'ipotesi plausibile, ma altre sono al vaglio. Ciò che è molto interessante, però, è che queste scritte provano che quel lenzuolo aveva a che fare con un certo Gesù Nazareno, ma potrebbe anche trattarsi di un caso di omonimia. Lasciamo aperte tutte le strade possibili e tutte le ipotesi, in attesa di nuovi sviluppi e novità.

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Washington, città massonica

Questo mese vi ho girato un sondaggio, una domanda; ditemi voi, direttamente, su quale argomento desiderate un articolo. Ebbene, avete scelto la Massoneria, la società segreta, paradossalmente sia più doffusa e nota al mondo. Numerosi sono i templi massonici diffusi nel mondo, numerose sono le cosiddette Logge Massoniche presenti sulla terra, cioè i microgruppi in cui questa organizzazione è organizzata. La prima è stata la Gran Loggia di Londra, con le dovute origini scozzesi da ricercarsi nel medioevo e nel noto RSAA(Rito scozzese antico ed accettato), che fonde insieme mitologia egizia, tradizioni ebraiche e memoria dei Templari. I massoni derivano il loro nome ed origini ideologiche e culturali dalla leggenda di Hiram, il mitico architetto del Tempio di re Salomone. E' così che nel medioevo i muratori, a seguito di molte ingiustizie, decidono di riunirsi in un'associazione che ha lo scopo di perfezionare l'individuo, fondando le sue basi sulla conoscenza e Dio, per i Massoni l'Architetto dell'universo che non dirige i fatti, ma che ha creato il tutto. Fin dagli inizi hanno sempre cercato di riunirsi, segretamente, cercando quindi di attingere ad una conoscenza sempre più occulta, in certi casi con azioni che hanno riportato alla mente rituali alchemici. Non è però proprio così, fin dalla sua nascita e in particolare con l'esplosione vera e propria, nel XVIII secolo, del fenomeno massonico, ecco che questa società segreta presenta i suoi veri scopi, i suoi ideali. Libertà, uguaglianza e fraternità, un motto che, non a caso, distingue la Francia e gli U.S.A. e, soprattutto, la rivoluzione francese del 1789, architetti della quale erano, in particolare, logge massoniche. Dopo questa introduzione breve, iniziamo il nostro viaggio per conoscere i maniera inusuale una delle città più importanti al mondo: Washington. La città di Washington, capitale degli Stati Uniti, è sicuramente uno dei centri di maggior importanza. Qui ha sede, come per noi a Roma, il Campidoglio, qui si trova la Casa Bianca, qui c'è uno dei centri di maggior importanza della Massoneria. L'edificazione della città avvenne in maniera inusuale, qui, prima di costruirla, si pensò ad edificare il simbolo stesso del centro: il Campidoglio. La prima pietra dello stesso fu posta il 18 settembre 1793 da George Washington, il primo presidente U.S.A., e intorno al Campidoglio si è edificata la città, è il simbolo dei poteri che vi risiedono. Nel 1789, si decide di procedere a costruire una capitale federale in Virginia, su progetto iniziale di l'Enfant, architetto francese e soprattutto repubblicano e "fratello massone" di George Washington. Il progetto presentato è di dimensioni faraoniche, ma soprattutto, un progetto dove i riferimenti alla Massoneria e all'antico Egitto sono presenti praticamente ovunque. Pensylvania Avenue, la via principale, connette i due edifici più importanti: Campidoglio e Casa Bianca e, guardando dal primo verso il secondo nell'ora del tramonto notiano in certi giorni il sole scendere precisamente al centro della stessa fino a scomparire. Sono chiari e fondamentali, infatti, certi allinementi astrali; quando fu posta la prima pietra si fece molta attenzione a tutti questi aspetti e, in quel caso, in particolare alla Levata Eliaca, vale a dire al sorgere della stella Sirio, che avrebbe dovuto "passare" per il centro dell'edificio, insomma, sorgere comparendo da dietro esso, levata che è simbolo per i massoni di rinascita(per gli egizi, invece, indicava l'inizio del nuovo anno). Può essere solo una coincidenza, ma la pianta ricalca "l'Albero della Vita" ebraico, dove ci sono dei nodi importanti chiamati Sephirot, ognuno dei quali corrisponde a degli elementi e, se sovrapposti, a ciascuno di questi in pianta corrisponde un edificio fondamentale della città. Il primo è la "volontà prima", in corrispondenza del quale troviamo il Lincoln Memorial; il Jefferson Memorial sta tra "giudizio" e la "gloria"(Jefferson, terzo presidente, fu il pricipale firmatario della Dichiarazione d'Indipendenza), tra la quarta e la settima sphirat(Misericordia e Vittoria), troviamo la Casa Bianca; alla sesta, "Principio armonizzante", il Washington Monument; alla decima, il "Regno", il Campidoglio. Non solo, un edificio, il tempio massonico della città , opera dell'architetto John Russel Pope, realizzato su imitazione del Mausoleo di Alicarnasso(la tomba di Re Mausolo), è sede del Supremo Consiglio della giurisdizione meridionale del RSAA, a cui fanno riferimento quasi tutte le Logge, anche se non è la Loggia principale "ufficiale". Simboli egizi sono ovunque; sfingi all'entrata, simboli di Saggezza e Potere, poi altre statue e i riferimenti, veri e propri, alla astronomia. Le analogie, però,con il passato e le tradizioni di vario genere non si fermano a qui; ecco che la Casa Bianca, la sede del Presidente degli Stati Uniti, è un simbolo di tutto ciò. La prima pietra di questo edificio è stata posta, pensate, il 13 ottobre 1792. Il 13 ottobre, non è una data qualsiasi, ma ha un forte simbolismo templare; se vi ricordate, come in un precedente post proprio sui templari, ecco che il 13 ottobre del 1307 è la data in cui i templari furono arrestati. Arriviamo quindi al 1799, anno della morte di Washington. Per ricordarlo si decide, con riferimento all'antico Egitto, di erigere un obelisco colossale, alto circa 170 metri, la cui prima pietra è posta il 4 luglio 1848, data che ricorda l'Indipendenza, ma anche, se applicata al calendario giuliano, il giorno di San Giovanni dei Massoni. La punta dell'obelisco, se vista da vicino, ricorda una piramide posta su una colonna. La stessa piramide compare sulla banconota da 1 dollaro, vero e proprio insieme di simboli massonici, e sulla stessa dichiarazione d'Indipendenza. Una pianta simile a quella di Washington la ritroviamo a Londra e un'altra a Parigi. Strade perfettamente ortogonali tra loro, ma non solo; l'intento era di ricostruire la città ideale, la Gerusalemme celeste. Non è un caso se, infatti, i principali personaggi della storia americana sono massoni e se, nel 1776, dei 56 firmatari della Dichiarazione di Philadelphia 50 sono massoni. Ma sempre parlando di piante, ecco che possiamo vedere il Pentagono, i quartier generale dell'esercito. La forma pentagonale fu scelta dal Presidente Roosvelt; rappresenta Sirio così come le logge la raffigurano. Abbiamo però parlato anche di soldi, infatti la banconota da 1 dollaro è un misto di simboli massonici. In primo luogo la piramide di cui parlavamo, sul retro, a sinistra, mentre a destra un'aquila. Questa ha nel becco un nastro con la scitta "E pluribus unum"; sopra, un cerchio con 13 stelle che, se unite, formano una stella a sei punte, il simbolo degli ebrei, la stella di David, il simbolo di Re Salomone, a cui sono continui i riferimenti nella Massoneria. Sopra la Piramide, invece, un occhio, simbolo di conoscenza; è l'occhio che tutto vede e tutto sà; sopra questo una scritta: "Annuit coeptis", approva le cose iniziate; e una seconda in basso: "Novus ordo seclorum",nella forma contratta, per far sì che abbia 17 caratteri; in basso, alla base, una data in numeri romani(MDCCLXXVI). Il 17, nei tarocchi, è la stella; la realizzazione.Il 13, invece, è, si crede riferito in particolare al numero iniziale di stati degli U.S.A.; ma simbloeggia anche il volo che continua nell'eternità e per i Rosacrociani è simbolo del percorso iniziatico. Tredici sono i caratteri delle scritte e il numero di frecce che l'aquila stringe; i gradini della piramide e le strisce dello scudo. Sul fronte, invece, ai lati della figura di George Washington, due simboli: la riserva federale di Chicago, a destra quello del Dipartimento del Tesoro, quest'ultimo con una data:1789. La data della rivoluzione francese, circondata da simboli massonici: bilancia, scudo, chiave e 13 punti. Il 13 è quindi un numero chiave. Qui si conclude questo nuovo viaggio, attraverso il mondo della Massoneria, ma non lo abbandoneremo. In futuro torneremo a parlare di questa ed agli avvenimenti che la connettono alle vicende politiche italiane e non solo. Intanto, finiamo e diciamo che siamo stati orgogliosi di realizzare questo viaggio, appassionante ed affascinante. Spero vi sia piaciuto e che sia di aiuto per tutti coloro che su questo tema vogliono sapere di più.

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Tesla, una mente geniale

NiKola Tesla è stato uno dei più grandi scienziati di sempre. Nato a Smiljian il 10 luglio 1856, compiuti gli studi base, frequentò l'Università di Graz, ove studiò ingegneria elettrica, senza mai laurearsi. Tesla, geniale, continuò a studiare individualmente i fenomeni relativi all'elettromagnetismo e alla corrente elettrica, in particola si concentrò sulla corrente alternata. Seguì quindi all'Università di Praga corsi di matematica e fisica. A soli 25 anni decise di trasferirsi in Ungheria, a Budapest, iniziando a lavorare per un'azienda di telegrafi per la quale, di lì a poco, divenne il responsabile. Lavorò in quegli anni anche alla realizzazione di un dispositivo che molti identificano come trasmettitore o ripetitore radiofonico. Successivamente passò a vivere in Slovenia, a Maribor, dove lavorò come aiuto ingegnere e soffrendo, in quello stesso periodo, di esaurimento nervoso. Decise allora l'anno successivo, nel 1882, di trasferirsi a lavorare a Parigi, per fare domanda per lavorare nella "Continental Edison Company", brevettado negli stessi anni alcuni apparecchi, tra cui il motore ad induzione e lavorando sul campo magnetico, alcuni apparecchi che sfruttavano il campo magnetico rotante.
Questo periodo della sua vita, però, non fu assolutamente felice data la morte della madre di Nikola, che, poco dopo, si ammalò.
Passato questo triste periodo, Tesla decise di trasferirsi negli U.S.A., per cercare maggior fortuna. Lì arriva carico di speranze, ma con sé ha pochi soldi e una lettera scritta da un suo collaboratore a Parigi, Charles Batchelor. La lettera era indirizzata direttamente ad Edison, ideatore, tra le altre cose, della corrente continua e della lampadina ad incandescenza, che recitava: "Signor Edison, conosco solo due grandi scienziati, uno è Lei, l'altro è questo ragazzo". Con queste credenziali Tesla si presentò prima di essere accettato ed assunto dallo stesso Edison, presso la sua Edison Machine Works. In poco tempo Tesla arrivò ad occuparsi di problemi sempre più importanti e ad avere incarichi del livello, per dire, di riprogettare il generatore di corrente continua. Il lavoro portò all'azienda dei brevetti estremamente produttivi ed importanti, ma l'anno successivo si dimise; i motivi furono che gli vennero rifiutati sia il premio che Edison gli aveva promesso(50.000 dollari) e anche un'aumento salariale da 18 a 25 dollari a settimana. Per un certo periodo, allora, Tesla lavorò come scavatore di fossati, ma continuando i suoi studi ed esperimenti, anche se Edison non voleva considerare i suoi studi sulla corrente alternata polifase, dichiarando più volte che, invece, il futuro era la corrente continua, quella che la sua azienda produceva.
Deciso più che mai, Tesla fondò nel 1886 una sua comagnia, la "Tesla Electic Light & Manufacturing", ma i suoi finanziatori, forse diffidati da Edison, non erano convinti sui suoi studi sul motore spinto dalla corrente alternata, così non gli dettero il finanziamento. Si trasferì quindi a New York per lavorare come operai generico per un anno, quindi nel 1887 realizzò il primo motore ad induzione a corrente alternata senza attrito, presentandolo nell'88 all'AIEE(ora parte dell'IEEE) e continuò gli studi sulla bobina. Le sue idee, però, non furono ascoltate da nessuno: George Westinghouse, infatti, era molto interessato ai suoi studi e alla corrente alternata(che avrebbe consentito di trasmettere corrente elettrica a grandi distanze), tanto da iniziare a seguirlo. Sempre nell'87 Tesla inizia a studiare i "Raggi X" con un tubi a vuoto estremamente avanzati e semplici. Passano quattro anni e Nikola fonda uno studio nella Fifth Avenue a New York e poi un secondo, sempre a New York, nella East Houston Street.
Fu proprio in questo periodo che lo scienziato dimostrò una scoperta eccezionale: la trasmissione della potenza della corrente elettrica nel vuoto, accendendo a distanza, senza cavi né altro, dei tubi vuoti. Questo è uno dei pricipali misteri legati a questa figura, anche se questo primo esperimento, pur suscitando l'attenzione di molti, non sarà isolato e, purtroppo, avrà pesanti ripercussioni sulla sua persona; ma lo vedremo dopo.
Ecco che, dopo aver depositato i brevetti sui suoi studi sulla corrente alternata polifase, dal 1892 al 1894 lavora come vice presidente dell'American Institute of Electrical Engineers. Generò tensione alternata di un milione di volt usando una bobina di Tesla conica, progettò circuiti regolatori, inventò una macchina per indurre il sonno, lampade a scarica di gas senza fili e trasmise energia elettromagnetica senza fili, costruendo con successo il primo trasmettitore radio. Successivamente, all'esposizione Universale del 1893 sponsorizzò la corrente alternata, usandola per illuminare l'intera esposizione, assieme a George Westinghouse, e furono usate le sue lampade a luminescenza e i bulbi a singolo nodo e spiegò il principio del campo magnetico rotante e del motore ad induzione. Vedendo vacillare il suo impero economico, Edison decise di boicottare in ogni modo Tesla, addirittura uccidendo un elefante che doveva essere abbattuto utilizzando la corrente alternata e arrostendolo in pubblico. Nel 1897, dopo essersi separato lavorativamente da Westinghouse, ecco che continua i suoi studi sulla radioattività e sulle particelle radioattive che lo portano a generare la teoria dei "raggi cosmici". Questa è estremamente interessante. Tesla era stato in grado in laboratorio di riprodurre fulmini e di comandarli; ma non solo, era stato anche in grado, usando sempre l'elettromagnetismo, di modificare le condizioni atmosferiche e tutte queste intuizioni geniali un po' ci vengono raccontate, un po' le possiamo vedere in qualche foto(per il resto ci è giunto poco). Ma ecco che, forse al pari dei fulmini, che tuttora non sappiamo assolutamente come abbia fatto a riprodurre, la teoria dei raggi cosmici è la più affascinante. Secondo Tesla esiste in natura un'energia che può essere convogliata a piacere in apparecchi, motori ecc, tutto questo solo grazie a delle particolari antenne che lui aveva progettato. Risultato: energia gratuita ed infinita per tutti.
I raggi comici, sono, in sostanza, particelle elettriche provenienti dallo spazio esterno di cui noi(forse Tesla si) non si conosce la natura, né la provenienza specifica, che, però, si crede sia varia(sole, novae, supernovae ecc.). Questa sua intuizione gli costerà, come quella della trasmissione della corrente nel vuoto, molto cara.
Ma torniamo alla vita. Nel 1898, dopo aver depositato il primo brevetto per un apparecchio radiotrasmettitore, fece una dimostrazione incredibile all'esercito. Se ci pensiamo bene, vedendo l'anno in cui fu fatta c'è da non crederci: fece vedere un modello di sottomarino radiocomandato, come adesso ci sono tantissimi modellini ed oggetti che vengono prodotti. Incredibile davvero, ma è bene ribadirlo, siamo solo nel 1898 ed il comando per il controllo a distanza vede la luce pubblicamente solo negli anni '60 del '900, incredibile!
Inventò anche una "candela elettrica" per i motori a combustione interna a benzina e, per questa, ottenne il brevetto. Nel 1899, per portare avanti le sue ricerche, Tesla decise di trasferirsi a Colorado Springs; qui Tesla lavorò sulle corrente telluriche, dimostrando che il terreno è un buon conduttore, lavorò a studiare la ionosfera e produsse in laboratorio(come vedete dalla foto) fulmini artificiali. Dato tutto ciò, studiò l'elettricità atmosferica e sulle onde stazionarie. Studiando questi fenomeni ricevette dei segnali radio provenienti dallo spazio chiaramente "intelligenti"; Tesla credette quindi che fossero stati mandati dagli extraterrestri, ma nonostante tutti i suoi annunci, la comunità scientifica li respinse duramente. Successivamente a queste scoperte sconcertanti e misteriose, Tesla riprese i suoi studi sulla trasmissione di segnali a distanza, scoprendo che la frequenza minima di risonanza della terra è di 6Hz. Nel gennaio del 1900, però, Tesla abbandonò Colorado Springs, il suo laboratorio fu abbattuto e lui, nonostante tutto, costretto a pagare i debiti; ma non si dà per vinto. Con 150000 dollari inizia a costruire la "Wardenclyffe Tower", una torre che sarebbe servita per la trasmissione della potenza elettrica senza fili, ma nessuno dette credito a questo genio e con la prima guerra mondiale la torre fu smantellata. Nel 1904, oltretutto, l'ufficio brevetti cambiò la sua decisione e la paternità della radio fu assegnata a Guglielmo Marconi, al quale, proprio per questo, fu assegnato il Nobel nel 1909. Nel 1916 Tesla andò in bancarotta, anche se costruì la Telefunken Wireless Station, ottenendo i successi che, con la precedente, non aveva ottenuto. Questa però fu sequestrata e abbattuta dai Marines nel 1917. Nello stesso anno, dopo essersi indebitato col Waldorf-Astoria Hotel, ricevette la Edison Medal. Elaborò quindi le basi per la nascita dei sistemi radar e continuò a lavorare sui suoi progetti, molti dei quali a noi sconosciuti, fino alla morte.
Si sa che Tesla morì per attacco cardiaco, ma non si è certi che ciò sia vero. Tesla aveva elaborato degli studi su un dispositivo eccezionale per la guerra: il raggio della morte. Questo avrebbe permesso di annientare a centinaia di miglia di distanza un qualsiasi dispositivo da guerra nemico: navi, aerei, macchine, missili, blindati ecc; tutto, all'istante, si sarebbe fermato, i missili non sarebbero potuti nè essere annientati nè innescati, gli aerei sarebbero precipitati ecc. Tesla presentò il progetto ai servizi segreti U.S.A. e, pochi giorni dopo, fu trovato morto nella sua stanza al New York Hotel, tra il 5 e l'8 gennaio 1943, ma pubblicamente fu detto che era morto per infarto.
Qualsiasi sia la verità sappiamo che ci è giunto poco di Tesla. L'ufficio dei brevetti, lo stesso anno, riaccreditò Tesla come inventore della radio, forse per sviare l'attenzione; ma immediatamente dei "Men in black", accompagnati da molte camionette, come ci raccontano i testimoni, si presentarono all'Hotel e presero quasi tutti gli scritti e i modelli di Tesla che aveva anche elaborato un velivolo a decollo ed atterraggio verticale. Tesla aveva elaborato teorie eccezionali e fatto scoperte incredibili per l'epoca e che, subito, l'esercito, con probabilità, aveva pensato di usufruire senza dare a tutti notizie di ciò. Tante teorie sono state fatte su Tesla, addirittura c'è chi dice che sia stato un essere mandato da fuori la terra per portare la conoscenza ai terrestri. Certo, con tutto il beneficio del dubbio mi permetto di dissentire, anche se c'è da confermare che la sua intelligenza e le sue intuizioni, oltre che incredibili e elencate in minima parte qui nell'articolo(ma non solo, molte cose sono in mano al governo americano), sono state talmente elaborate ed anticipatrici da spingere anche ad elaborare teorie così estreme. Di certo, Nikola Tesla è stato uno dei più grandi genii che il mondo abbia mai conosciuto e le sue scoperte, oltre a racchiudere misteri tuttora celati, ancora devono esserci svelate completamente e chissà se, tutto ciò che sappiamo sulle sue intuizioni, fosse corrisposto a verità, quali effetti avrebbe provocato sulla vita di tutti i giorni.
Sapremo tutto, forse, quando il Governo Americano aprirà pubblicamente i suoi archivi segreti.

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I Cavalieri Templari: la storia-Parte 2


Un ruolo chiave nei nuovi scontri col Saladino lo ebbe Rinaldo di Chatillon, signore del Krak dei cavalieri Templari, una fortezza molto vasta in mano all'Ordine che, però, a differenza delle altre compiva atti di forza ed assalti a carovane per impossessarsi dei valori di queste, seguendo la follia del loro Signore. In particolare ciò che fece acuire i dissapori col Saladino e che scatenò il conflitto fu il tentativo folle, da parte di Rinaldo, nel 1183 di assalire la Mecca con la speranza di impossessarsi delle spoglie di Maometto per portarle, quindi, al Krak. Il piano, ovviamente, fallì e Rinaldo, sconfitto a Medina, si salvò a stento. Non soddisfatto, poco tempo dopo assalì una carovana egiziana, e questa notizia mandò su tutte le furie il Saladino, il quale allora si mosse per compiere una spedizione punitiva contro Acri. Venuto a sapere delle circostanze, Raimondo di Tripoli, che aveva stipolato accordi di tregua col Saladino, chiese a quest'ultimo di limitare l'azione solo ed esclusivamente ad Acri, appunto; l'invito, però, che avrebbe forse spinto il Saladino a fare così, fu inutile. Come sappiamo il Maestro dell'Ordine, Gerardo di Rideford, anche lui non brillante per capacità decisionali e vecchio nemico di Raimondo, vanificò gli sforzi di quest'ultimo sferrando un duro attacco ai soldati del Saladino avvalendosi di centoquaranta Templari. Lo scontro fu una carneficina e Gerardo si salvò a stento.
Ormai era fatta, il Saladino era una furia e si avvaleva di un esercito molto compatto ed organizzato; la guerra era inevitabile. Alla sconfitta Templare seguì l'attacco delle truppe orientali a Nazareth, dove furono fatti prigionieri gli abitanti e quindi puntò Tiberiade. Le forze Cristiane, allora, si coalizzarono e decisero di scendere in campo a Seforia; la sconfitta disastrosa ebbe luogo tra il 4 ed il 5 luglio 1187, presso il monte Hattin. Guido da Lusignano fu imprigionato, Raimondo con pochi soldati fuggì e Rinaldo, invece, fu decapitato dal Saladino. A seguito di questo fatto, capitolarono anche Ascalona, Acri e Gerusalemme.
La terza crociata(1189-1192) fu organizzata con il supporto di Federico Barbarossa a guida, Filippo II Augusto, re di Francia e di Riccardo Cuor di Leone, re d'Inghilterra, con Roberto di Sablé, un suo vassallo, che divenne Maestro dell'Ordine nel 1189. Fu in questo periodo che l'Ordine ottenne l'isola di Cipro, che Riccardo Cuor di Leone concedette loro, sottratta ai Bizantini, per i servigi offertigli; ma la popolazione si sollevò contro ed i cavalieri rinunciarono al possedimento offerto, allora, a Guido da Lusignano. La Crociata si concluse con Riccardo Cuor di Leone che fu capace di stringere un accordo con il Saladino per dare libero accesso ai pellegrini in Terrasanta e ai luoghi sacri, inoltre nel 1191 Acri tornò in mano alle forze cristiane.
La Quarta Crociata(1197-1202/1204) fu bandita da papa Innocenzo III e doveva essere guidata all'inizio da Enrico VI, figlio del Barbarossa, che però morì proprio nel 1197, cosicché furono Baldovino conte di Fiandra con il doge Enrico Dandolo a guidare la spedizione. Ma questa crociata fu forse la più lontana dalle intenzioni, in quanto si risolse in guerra di conquista, anziché di liberazione. I Templari, che a Venezia si erano fermati, in quanto si era deciso che il trasporto sarebbe avvenuto via mare, si resero conto che la cifra da pagare a Venezia per il servizio era troppo elevata, allora Enrico Dandolo, pattuì coi Templari un accordo in base al quale questi aiutavano Venezia a placare la rivolta di Zara. Una successiva deviazione fu fatta a Costantinopoli, e la cosa fece mandare su tutte le furie Innocenzo III che minacciò di scomunica il doge; la virata fu comunque fatta, in quanto l'Imperatore d'Oriente, spodestato, chiese aiuto all'Ordine offrendo, in caso di vittoria, una collaborazione valida in Terrasanta. L'operazione riuscì e fu così costituito l'Impero Latino d'Oriente. C'era però un problema di fondo, che consisteva nel fatto che i Templari erano, se così si può dire, invidiati e mal visti da molti amministratori di province europee. Ciononostante, scesero in campo al fianco del re Giovanni di Brienne, nel 1218, quando decise di attaccare l'Egitto. L'impresa inizialmente fu favorevole, con la presa di Damietta nel 1219, ma si concluse con una sconfitta per dissensi interni nel 1222.
Ma la storia delle crociate non si esaurisce qui; ecco che nel 1228, Federico II, per farsi togliere la scomunica inflittagli da papa Gregorio IX, decide di assumere il comando e di guidare una nuova spedizione in Terrasanta, celando il fine reale dell'imperatore che mirava ad impossessarsi dei territori di Cipro e Gerusalemme. La spedizione, però, non partì col piede giusto, in primis per i rapporti tra l'Ordine dei Templari(affiliato al Papa) e lo stesso Federico, e furono ulteriormente compromessi dal trattato di Jaffa, col quale Federico II stipulò un accordo col sultano d'Egitto. Le terre da Jaffa ad Acri sarebbero state cedute al fine di consentire il passaggio dei pellegrini e poi sarebbero state restituite: Nazareth, Betlemme e Gerusalemme, con escluse le moschee di Omar e di Al-Aqsa. Tutto questo era, però, il preludio ad uno scontro futuro. Federico II, nonostante tutto, decise di autoproclamarsi re di Gerusalemme, guadagnandosi una seconda scomunica per vendicare la quale assediò il forte Templare ad Acri ed affidandosi all'appoggio di un altro ordine, più in disparte, operante in Terrasanta: gli Ospitalieri. L'Imperatore poté far leva sulle divergenze tra questi ed i Templari e lo scontro che si generò tra i due diversi ordini, in sostanza rappresentò appieno i dissidi che poi saranno una parte molto importante delle guerre in Italia tra Guelfi e Ghibellini. Lo scontro, anzi, gli scontri veri e propri avvennero nel 1238 e nel 1241; alla fine i superstiti di entrambi gli schieramenti si trasferirono a Cipro, accarezzando, oltretutto, l'idea di fondere i due ordini; cosa alla quale, però, si opponeva Giacomo di Molay(Jaques de Molay, l'ultimo Maestro Templare). Gli Ospitalieri da questo momento iniziarono un rinnovamento del loro ordine, a differenza, però, dei Templari, i quali dovevano "gestire" le accuse continue che venivano rivolte al loro Ordine. Nel 1244, Armando di Perigord, il Maestro succeduto a Pietro di Montaigu, morì a Gaza con oltre trecento templari in una battaglia contro i Mongoli che avevano occupato la Terrasanta. Per ricacciarli, lo stesso Luigi IX, vicino alla morte, si fece inserire nell'Ordine Templare ed organizzò, insieme alle altre forze cristiane una spedizione che in un primo momento ebbe esito positivo, ma che poi ebbe un fine negativo con la sconfitta delle forze occidentali a Mansourah. Successivamente Guglielmo di Sonnac, che strategicamente credeva che l'inseguimento ai Mongoli fosse un errore e cercò di conseguenza di diffidare Roberto d'Artois, fratello del re di Francia, dal compiere questa azione. Questi, però, non seguì il suo consiglio morendo e trascinando con sè il conte di Salinsbury e duecentoquaranta cavalieri. Nel corso della ritirata dei crociati Luigi IX fu fatto prigioniero e il riscatto che chiese il sultano Beibars era così elevato da costringere i francesi a chiedere un prestito ai Templari che, nella persona di Rinaldo di Vichiers, furono spinti a minacciare i Cavalieri a rilasciargli il denaro necessario. Il suggerimento fu accolto e il re liberato; ma Luigi IX, venuto a conoscenza dell'accaduto, costrinse Rinaldo ad umiliarsi e sconfessarsi pubblicamente. Fatto ciò, nel 1252 Rinaldo si dimise dalla carica di Maestro dell'Ordine cedendola a Tommaso di Berard. A questo punto entrarono nel vivo gli interessi delle Repubbliche Marinare e un nuovo avvicendamento al potere di Gerusalemme. I Templari propendevano per la persona di Ugo di Cipro, in accordo con Venezia e Pisa, mentre gli Ospitalieri propendevano per Corradino di Svevia, che poteva vantare il sostegno della Spagna e di Genova. Ma ancora bisognava attendere, infatti una nuova invasione di mongoli costrinse le forze cristiane in Terrasanta ad allearsi col sultano Beibars, che li sconfisse nel 1260, e poco dopo prese l'Egitto, facendo capitolare(tra il 1265 ed il 1268) le principali roccaforti, tra le quali ci sono il Guado di Giacobbe, ricostruito nel 1240, e Beaufort. Tutti questi avvenimenti fecero scattare una nuova crociata, guidata da Luigi IX, nel 1270, impresa che si esaurì di li a poco a Tunisi con la morte dello stesso re. Dal 1288 iniziarono gli scontri veri e propri, in cui si videro uniti i Templari e gli Ospitalieri con Enrico II, re di Gerusalemme; lo scontro si concretizzò a San Giovanni d'Acri e vide la caduta dei Cristiani che rimasero sepolti nel crollo della Torre del Tempio(1291). I superstiti, allora, si diressero a Sidone, dove elessero il penultimo Maestro, e poi proseguirono per Cipro, portando con sé il tesoro dell'Ordine. Un'immenso patrimonio, accumulato con donazioni ed un'organizzazione esemplare: vi erano i "fratelli rurali" affiancati dai "fratelli di mestiere"; ciò che veniva prodotto in eccesso era poi venduto; concessioni di "banno"(diritto di monopolio); decime, elemosine, imposte di successione sui feudi; concessioni di "teloneo"(dazio sulla circolazione delle merci di consumo) e vi erano i tributi, cioè le tasse che raccoglievano in Terrasanta, oltre ai bottini di guerra. In questo modo, quindi, i Templari erano divenuti una sorta di Stato autonomo, per potere e ricchezze, sotto la sola giurisdizione della Santa Sede.
Il 13 ottobre del 1307, di primo mattino scattò un'ordine che rivoluzionerà in assoluto la storia. Il re di Francia Filippo IV detto il Bello fece arrestare immediatamente tutti i Templari, accusandoli di eresia e pratiche blasfemiche, ma la realtà è un'altra. Anzitutto un'accusa di questo tipo doveva essere verificata dall'autorità ecclesiastica e, oltretutto, in questo caso non si poteva procedere all'arresto; poi quest'accusa era l'unica per la quale gli imputati non potevano essere informati sulle irregolarità dei loro accusatori e di potersi difendere. Oltretutto, gli accusati potevano essere torturati in questo caso. Improvvisamente si ritrovarono infamati, accusati di eresia, torturati, ogni cavaliere fu isolato dagli altri, accusati di pratiche contro la natura e demoniache. Incredibile fu la condotta di Filippo IV, il quale, nel 1304 concesse dei privilegi ai Templari, e nel 1306 aveva considerato coi Cavalieri l'ipotesi di una nuova Crociata. Il piano per colpire l'Ordine, però, fu molto più ponderato di quanto non si creda; nel 1305 era giunto in fuga da Montfaucon, espulso dai Templari, Esquieu de Floyran, amico di Guglielmo di Nogaret e a lui e a Guglielmo di Plaisians rivelò di essere a conoscenza di atroci crimini dei Templari, così da far scattare un'inchiesta, forse più per fanatismo religioso o comunque opportunismo politico. Gli unici che furono ascoltati erano tutti componenti cacciati dall'Ordine, persone, quindi, che covavano rancori. Fu per tutte queste ragioni che Jaques de Molay, l'ultimo Maestro dei Templari, allora, chiese ed ottenne da papa Clemente V di aprire una, se così si può definire, una contro-inchiesta, ma Filippo aveva già deciso di arrestare i Templari, fregandosene totalmente della Chiesa. Ciò che si pensa è che "il Bello" ritenesse i Templari troppo potenti e che così li volesse annullare totalmente, oltretutto appropriandosi dei loro beni, per poter pagare i debiti che la corona aveva e per finanziare la "Guerra dei cent'anni". Solo due anni dopo, nel 1309, i Templari poterono difendersi, quando furono messe in opera delle commissioni che convocarono i più alti dignitari dell'Ordine. Oramai, però, era tardi, le voci che erano state messe in giro dalle malelingue avevano fatto scendere il minimo la popolarità dell'Ordine e lo stesso Clemente V non sembrava molto propenso a sostenere appieno la causa dei Cavalieri. Ciononostante, nel 1310 alcuni dignitari dell'Ordine decisero di organizzare una difesa dei Cavalieri del Tempio, ma sorsero subito contrasti dei quali approfittò Filippo di Marigny, arcivescovo di Sens, che convocò un Concilio ecclesiastico provinciale che si concluse con la condanna definitiva a cinquantotto esponenti dei Templari; cosa possibile in quanto gli accusatori facevano leva sulla "recidività" degli imputati, che sotto tortura, in qualche caso, avevano ritrattato le confessioni. A questo punto parve a tutti necessario convocare un Concilio Ecumenico, per risolvere la situazione una volta per tutte: papa Clemente V fu "succube" di Filippo IV, del quale non voleva perdere i favori e sciupare i rapporti e che, oltretutto, il 20 marzo 1312 si presentò al Concilio accompagnato dai tre figli e da un piccolo esercito. L'idea di intimidire il Papa fu fondamentale; il 22 marzo 1312 Clemente V enunciò il verdetto: "Sopprimere l'Ordine!". I beni dei Templari, per volere del Concilio, dovevano essere dati agli Ospitalieri(ma vedremo in futuro che alla fine i misteri a riguardo sono molti e ancora intatti) e la vicenda processuale vide la fine nel 1314 con la condanna di carcere a vita per de Molay, l'ispettore generale di Francia e i Precettori di Aquitania e Normandia. Geoffroy de Charney, precettore di Normandia, e Jacques de Molay, però, proclamarono la loro innocenza e l'ortodossia cattolica dei Templari, dichiarazioni che li posero nella posizione di recidivi, accusa per la quale era previsto il rogo.
Fu così che il 18 marzo 1314 Geoffroy de Charney e Jacques de Molay furono arsi vivi su un'isoletta della Senna e fu così che la storia di uno dei più gloriosi e misteriosi ordini di cavalieri nella storia si concluse.

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I Cavalieri Templari: la storia-Parte 1


L'ordine dei cavalieri templari ha origine a partire dalla storia delle crociate e dei pellegrinaggi in Terrasanta. Siamo nella seconda metà dell' XI secolo d.C. quando papa Gregorio VII, spinto dalle necessità dei pellegrini, inizia ad affrontare il problema del viaggio dei fedeli nella Terrasanta. I viaggi in quei luoghi, erano molto poco sicuri, oltre che lunghi, cosicché in un primo momento, consapevoli di ciò che gli sarebbe potuto capitare, non molti erano spinti ad affrontare un pellegrinaggio, consci della possibilità di incrociare briganti, nonché musulmani, che li avrebbero potuti attaccare ed uccidere. Ciononostante, la Chiesa offriva l'indulgenza a tutti coloro che avessero affrontato un pellegrinaggio nei luoghi sacri al cristianesimo; ancora di più se il percorso fosse stato compiuto portando con sé, in mostra, la croce. Si poneva, allora, una necessità di fondamentale importanza: salvaguardare i pellegrini in viaggio in Terrasanta. Gregorio VII era convinto del fatto che le forze cavalleresche e dei guerrieri dovessero essere messe a disposizione completa delle "buone cause", così la Chiesa decise che un'indulgenza completa sarebbe stata offerta anche a coloro che avessero garantito la protezione ai peregrinanti cristiani in Terrasanta. Si costituì allora un piccolo corpo di cavalieri che davano protezione ai pellegrini e che, oltretutto, dovevano scortare in vari punti i viandanti. C'erano posti dove fermarsi ogni 15km, pari come numero, al numero dei giorni di viaggio e questi erano ospizi o locande in prossimità di: borghi, castelli, monasteri e centri religiosi. Però, al momento, si parlava solo di "accompagnatori" dei viandanti, più che di cavalieri. Tutto cambiò, però, quando i Selgiuchidi(dinasti turchi), riuscirono a occupare ed impossessarsi della Persia e della Palestina, precedentemente in mani bizantine; ciò, allora, fu colto, dalla Chiesa e dagli stati cristiani, come un'occasione per organizzare una vera e propria spedizione per cercare di liberare ed impossessarsi dei luoghi della Terrasanta. Fu così che si arrivò alla Prima Crociata.

La Prima Crociata(1096-1099), ebbe un seguito popolare enorme, al di là delle motivazioni politiche ed economiche, essa rappresentava, simbolicamente, la possibilità di compiere un vero e proprio "salvataggio" delle terre dove Cristo aveva vissuto. Questa, però, fu preceduta, un anno prima, da una spedizione non ufficiale guidata al grido di "Dio lo vuole!" da Pietro l'Eremita, al quale si accodarono moltissimi uomini, senza, però, produrre il risultato sperato, anzi, fu una brutta sconfitta per i cristiani. Ciononostante papa Urbano II dette il là alla Prima Crociata in Terrasanta, sottoscritta da sette principi: Roberto di Normandia, Roberto II di Fiandra, Goffredo di Buglione, Raimondo di Tolosa, Baldovino di Fiandra, Boemondo di Taranto e Tancredi, suo nipote, della dinastia normanna. I crociati, ancora primitivi come ordine, furono affiancati dalle repubbliche marinare e, dopo tre anni di assedio, Gerusalemme fu conquistata il 15 luglio del 1099. A questo punto i territori furono divisi in più stati: contea di Edessa, contea di Tripoli, principato di Antiochia e regno di Gerusalemme. Ovviamente, motivazioni economiche, in primo luogo, spinsero per la Crociata, e queste vennero a galla a conclusione della spedizione. Le repubbliche marinare(Genova, Pisa, Amalfi e Venezia), in quanto avevano fornito molte imbarcazioni ai crociati, ricevettero come ricompensa dei "fondachi" in più porti. Zone che, alla fine, colonizzarono nel senso vero e proprio; iniziarono, oltretutto, varie prese di potere nei confronti della popolazione locale, senza, però, concentrarsi troppo nel cercare di dare un ordine ai vari ordini e, soprattutto, una certa organizzazione territoriale. Forse, adesso, era ancora più pericoloso per i pellegrini attraversare quei luoghi; le poche roccaforti erano mal organizzate e gestite da esigui drappelli di uomini. A Gerusalemme non è che non ci fossero autorità civili, tutt'altro. Nella Città Santa risiedeva il patriarca e il re, al quale, però, non si deve avvicinare una visione di monarca assoluto, più vicina al nostro modo di intendere il potere regio; infatti, rispetto ai vari Stati creatisi, il re non accentrava poi particolarmente il potere su di sé. Su quale fosse il sovrano che avrebbe preso il trono vacante di Gerusalemme, tutti gli indizi portavano a Baldovino di Fiandra, anche se questi fu "solo" il secondo candidato; in primo luogo, infatti, fu Goffredo di Buglione ad essere vicino al trono, ma rifiutò, preferendo il titolo di "Advocatus", vale a dire di difensore del Santo Sepolcro, con Daiberto, Arcivescovo di Pisa che, eletto Patriarca Latino di Gerusalemme, investì Goffredo del titolo suddetto e, così, il trono fu preso da Baldovino. I canonici della basilica del Santo Sepolcro, già con una loro organizzazione, ora, sotto Goffredo, nel 1114 si votaro ad una vita comunitaria. Il riconoscimento ufficiale venne loro da papa Callisto II solo nel 1122, ma i compiti e l'organizzazione, ormai, erano date e già si era deciso come accogliere e gestire i pellegrini in visita in Terrasanta. In questo erano affiancati dall'Ordine Ospitaliero di San Lazzaro e dall'Ordine di San Giovanni. L'idea di un ospizio, venne a un gruppo di commercianti, molto devoti, e si potè realizzare per concessione delle autorità musulmane e, solo nel 1113, l'ordine fu approvato da papa Pasquale II, anche se gli ospitalieri si erano già insediati a Gerusalemme, per compiti di "pace", da anni oramai. Nel 1114 era andato a vivere nella città Santa Hugues des Payns, un cavaliere proveniente da un piccolo centro, poco distante da Troyes, ed era membro dei Montbrand. Il desiderio di Hugues era quello di dare una protezione, o meglio, un esercito allo Stato Crociato. Scelse allora di avviare il progetto per la costituzione di un esercito che avrebbe avuto una organizzazione monastica(e avrebbero seguito castità, obbedienza e povertà), con i componenti che, però, dovevano essere addestrati benissimo e ricevere, dall'esterno, in cambio dei loro servizi di protezione: cibo e qualsiasi altra cosa di cui necessitassero. Secondo fonti un po' più leggendarie, ma comunque attendibili, ebbe subito l'appoggio di re Baldovino, del Patriarca e dell'altro clero. A parte le storie, più o meno vere, su chi abbia appoggiato subito Hugues, si sa che re Baldovino fornì subito dei locali della moschea di Al-Aqsa, all'Haram-el-Sharif, dove un tempo sorgeva il tempio di re Salomone. All'inizio, però, i cavalieri non avevano un nome specifico; c'era chi li individuava come "Poveri soldati di Cristo" o "Soldati di Dio e del Tempio di Salomone". Piano piano, però, questi soldati venivano sempre più riconosciuti come cavalieri del Tempio o Templari. I Templari, però, all'inizio non avevano una regola da seguire, che arrivò solo col concilio di Troyes del 1128, tenuto sotto il pontificato di Onorio II. Particolarmente importante per la regola fu San Bernardo di Chiaravalle. Nella "Regola" si chiariscono i tempi e i modi delle celebrazioni liturgiche, dei riti di iniziazione, delle regole da seguire all'interno dell'ordine, dell'organizzazione della vita comunitaria. Ciò che, però, destava più scalpore era come si dovesse considerare la virtù cristiana in relazione al dovere del guerriero. Fatto sta che, così, scritta la regola, i "favori" verso i templari non finirono, in quanto Innocenzo II doveva, per certi aspetti, un favore a Bernardo per averlo favorito nell'elezione al soglio pontificio, indicando come fosse più importante la sua elezione, cronologicamente, piuttosto che quella del futuro papa Anacleto II. Ciò detto, papa Innocenzo II concesse importanti privilegi ai templari e, nel 1147, papa Innocenzo III concesse ai templari, che già indossavano il mantello bianco, di porre sullo stesso la croce rossa. Nello stesso periodo i cavalieri elaborarono anche il loro motto: "Non nobis Domine, sed nomini tuo da gloriam"; cioè: "Non per noi Signori, ma per il Tuo nome concedici la gloria". Intanto, però, nove anni prima era morto Hugues des Payns che, prima di tornare a Gerusalemme, dopo i lavori del Concilio di Troyes del 1128, si era recato in Normandia, dove aveva fondato una "provincia" templare. Così, l'organizzazione si ramificò sempre più, arrivando nel 1170 a contare ben 9 Province: Antiochia, Tripoli e Gerusalemme, in Terrasanta; Inghilterra, Aragona, Puglia, Poitou, Provenza, Portogallo e Ungheria in Occidente. Questa espansione, fu dovuta, oltre che alla Chiesa, anche ai favori del potere politico; basti pensare che la Reconquista spagnola ebbe avvio e come protagonisti principali i templari. Fu così che avvenne anche che i templari ricevettero molte e cospicue donazioni da nobili, pienamente convinti della "buona causa" della loro missione in Terrasanta; alcune erano "in extremis", cioè donazioni fatte per testamenti in punto di morte, oppure "Pro Anima" era spesso la motivazione delle donazioni. In questo modo i Templari si trovarono a possedere moltissimi beni, terreni, castelli e attirarono sempre più su di sé le attenzioni della popolazione e dei grandi sovrani; nonchè della Chiesa. In poco tempo si trovarono costretti ad imparare, gioco forza, ad amministrare tutti questi beni. Furono, sostanzialmente, i primi banchieri; a loro è dovuta la nascita della "cambiale", un metodo di girare denaro a distanza. Uno dei primi veri e propri scontri armati ebbe luogo il 1138 a Toqa, quando i Musulmani di Ascalona assalirono questa cittadina. L'intervento fu positivo, ma un drappello di soldati cristiani si fermò a raccogliere il bottino, ritardando una nuova organizzazione dell'esercito; così i Musulmani poterono prepararsi per tempo e tornare preparati, sconfiggendo i Cristiani. Trascorsero tredici anni durante i quali gli schieramenti, sostanzialmente, non prevalsero, fino al 1151; anno in cui i Cristiani, guidati da Bernardo di Tremelay, Maestro dell'Ordine, riuscì a riportare una significativa vittoria. A seguito di questa, re Baldovino III decise di organizzare un attacco ai Musulmani nel tentativo di rimpossessarsi di Ascalona. Nel 1153, così, ebbe luogo un attacco che portò i cavalieri a fare una breccia nelle mura della città; Bernardo, così, decise di varcarla, ma con soli quaranta uomini e gli assediati, vedendo che nessun altro dei Cristiani seguiva i propri compagni, li assediarono ed uccisero tutti. Nonostante ciò, pochi giorni dopo, la città cadde in mani cristiane. Negli stessi anni dei fatti precedentemente detti, si era svolta la seconda crociata(1147-1149), promossa da San Bernardo, bandita da papa Eugenio III e guidata dall'Imperatore Corrado III e da Luigi VII di Francia. Mai come ora i cristiani si mobilitarono; oltre che in Medio Oriente, in Spagna e sulle sponde del Mar Baltico. Nel 1144 Edessa era caduta in mano ai Musulmani; furono, così, organizzate le forze per cercare di riconquistarla; purtroppo, però, buona parte degli uomini morì nella traversata in Anatolia. Alla fine, senza che Edessa fosse riconquistata, i sovrani dovettero raccogliere gli uomini rimasti loro e tornare in patria. Prima di rientrare, però, comunque l'esercito di Luigi VII fu salvato dai Templari che intervennero alle Gole di Psidia, e così, almeno l'Ordine che mai si tirò indietro e combatté sempre con coraggio, vide incrementare il proprio prestigio. Così si concluse la Seconda Crociata; prima che Bernardo di Tremelay subentrasse erano stati Maestri Roberto di Craon e poi Everardo di Barres, che lasciò la carica per dare il via all'esperienza cistercense. In ogni caso, le tensioni in Terrasanta e in particolare nel Regno di Gerusalemme, erano sempre molto elevate. Dalla sua fondazione, infatti, Gerusalemme aveva ricevuto l'opposizione della dinastia bizantina dei Comneni; così, per tentare di alleggerire questa tensione, si decise nel1167 di organizzare un matrimonio di comodo tra Amalrico I, re di Gerusalemme, e Maria Comneno, pronipote di Manuele, Imperatore di Bisanzio. Quest'ultimo spinse Amalrico a rompere il patto col Califfato d'Egitto(a cui invece Amalrico teneva) e Gilberto d'Assailly, Maestro degli Ospetalieri, si disse disposto alla guerra. I Templari, e in particolare il Maestro Bertrando di Blanquefort, tentarono di dissuaderlo dall'impresa, ma ciò non fece altro che provocare una prima spaccatura con gli Ospitalieri. Nel frattempo, l'Emiro di Aleppo, Nur al-Din impose sul trono d'Egitto un tale Yusuf, detto Salah al-Din(Saladino) degli Ayyubidi. Proclamatosi sultano, nel 1171, il Saladino proclamò concluso il califfato d'Egitto e tre anni dopo conquistò la Siria. Negli stessi anni fu eletto Maestro dei Templari Eudes di Saint-Amand; questi inasprì ancora di più le tensioni con la corona di Gerusalemme, trucidando un ambasciatore degli Assassini; componenti di una setta ismaelita professanti un ascetismo di tipo panteista, così erano chiamati in quanto per alcuni consumatori di hashish, per altri invece dall'arabo assas, cioè "guardiano". Amalrico, allora, prestese dai Templari la consegna dell'autore dell'omicidio(Saladino), ma questi rifiutarono e allora il sovrano di Gerusalemme assalì la comanderia templare di Sidone. Morì nel 1174, prima di riuscire a sopprimere l'Ordine, per lui scomodo. Gli subentrò Baldovino IV, di soli tredici anni, che ebbe come reggente Raimondo III. Ciononostante Baldovino riuscì a vincere degli scontri col Saladino e agli ottanta templari in battaglia affidò il compito di curare la costruzione di una fortificazione, il cosiddetto Guado di Giacobbe. Nel 1179, però, il Saladino sventò un'iniziativa militare del re e, addirittura fece prigionieri lo stesso Baldovino IV che Eudes, s'impossessò, quindi, del Guado di Giacobbe e fece giustiziare i Templari a difesa della stessa. L'anno seguente Eudes di Saint-Amand morì e gli succedette Arnaldo de la Tour Rouge, che fu incaricato da Baldovino IV, rilasciato e ormai molto debole di salute, in quanto malato di lebbra, di offrire il trono di Gerusalemme al Re d'Inghilterra, in caso di morte di Baldovino V, l'erede designato. Questi era il figlio di una sorella di Baldovino IV, ma anch'esso era malato di salute; a morire, però, fu Arnaldo, ancor prima di giungere in Inghilterra(decedette a Verona) nel 1184. Baldovino IV morì nel 1185 e nel 1186 morì anche Baldovino V. Al trono aspiravano allora Raimondo III e Guido da Lusignano, che aveva l'appoggio dei Templari e del nuovo Maestro, Gerardo di Rideford, che covava vecchi rancori nei confronti di Raimondo e, essendo Guido, invece, una persona debole, avrebbe avuto molto più margine d'azione con lui al trono. Alla fine un arbitrato del papa, dei re di Francia ed Inghilterra e dell'Imperatore del Sacro Romano Impero, scelse come re Guido da Lusignano che, come previsto, fu manovrato in modo da scatenare lo scontro col Saladino, che, per questi "problemi" tra gli Stati occidentali potè affermarsi come capo carismatico del mondo musulmano. Ciò fu ulteriormente possibile anche grazie alle sconfitte che subirono i Templari di lì a poco.

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Il 21 dicembre 2012

Questo post è dedicato alla prima puntata della nuova serie di Voyager.

Esiste una data ben precisa, un giorno a cui ci stiamo pian piano avvicinando, ricco di mistero, che porta con sé una serie di interrogativi, che, per alcuni, preoccupano; tale data è il 21 dicembre 2012.
Questa è al centro delle profezie e degli studi più culture, lontane nel tempo e nello spazio, che, però, concordano tutte su quel preciso giorno, come una data estremamente importante per tutto il genere umano. Ma come mai, appunto, più culture, lontane nello spazio-tempo indicano tutte verso quel preciso giorno del calendario?
Procediamo con ordine. Per essere ancora più precisi, dobbiamo chiarire un concetto prima di tutto. Le più grandi civiltà e culture hanno indicato quella data come fondamentale, pur constatando il fatto che, i vari calendari, da quello Maya a quello musulmano, hanno durate e concetti, come base, differenti. Se, infatti, per esempio la nostra concezione del tempo è lineare e gli anni, teoricamente(anche se per noi cristiani esiste un'Apocalisse, una fine dei tempi) vanno verso infinito; per i Maya, una delle culture più evolute dell'antichità, il tempo è da considerarsi tipo una spirale, o almeno circolare. Si arriva quindi a dover per forza considerare una fine dei tempi che può, in teoria, essere specificata in un giorno ben preciso. Si tratta del 21 dicembre del 2012? Non proprio. Ma cosa questo voglia significare non lo diremo ora.
Partiamo da un'altra data, il 10450 a.C. e da un luogo, la Cambogia e, sempre più nello specifico, il sito archeologico di Angkor, uno dei meglio preservati del mondo. Costruito dalla dinastia Khmer tra il IX ed il XV secolo d.C., si compone di un elevato numero di templi e, come altre culture, questi fanno riferimento ad alcune costellazione; in particolar modo 72 templi simboleggiano e sono orientati verso la costellazione del drago; ma non è così semplice, per la precisione si riferiscono alla stessa, ma per come le stelle erano disposte nell'anno 10450 a.C., lo stesso anno in cui le stelle della cintura di Orione erano disposte secondo un angolo pari a quello con cui sono allineate e disposte le piramidi della piana di Giza e, soprattutto, la Sfinge, che "guardava" il suo corrispettivo in cielo: la costellazione del Leone.
"Calcolando e tenendo in debito conto i giorni e le ore propizie delle stelle di Orione e delle dodici divinità che reggono, ecco che esse congiungono le mani palmo a palmo; ma la sesta tra esse pende sull'orlo dell'abisso". Così recita una parte del libro dei morti Egiziano. Si sa, gli egizi erano molto legati allo studio delle costellazioni e degli allineamenti con queste, in particolar modo con la stella Sirio, ma avevano anche intuito, così come i Maya, una cosa fondamentale: il fenomeno della precessione degli equinozi. Questo fenomeno, molto studiato in astronomia, è estremamente importante nel computo degli anni e del calcolo del cambio delle costellazioni a cui si fa riferimento. In sostanza, il nostro pianeta, leggermente schiacciato ai poli ha una rotazione, un'orbita, attorno al sole di tipo ellittico e un movimento di rivoluzione sul suo stesso asse. Il problema, è che, non essendo presente la stessa massa nei vari punti della crosta terrestre, di conseguenza è diversa l'attrazione gravitazionale che subisce dal sole e, così, il movomento che subisce attorno al suo asse non è "perfetto", ma si avvicina a quello di una trottola. Tutto ciò comporta un anticipo degli equinozi, chiamate, appunto, precessioni. Da quando gli egizi scrivono questo, dicono di dover considerare sei ere precessionali e la settima dovrebbe essere l'ultima di un ciclo; quest'ultima coincide con quella dell'Acquario, mentre la penultima dei Pesci e quella ancora prima era del Leone. Ma dopo questa, non parlano di una "fine del mondo", semplicemente di un periodo che finisce, per poi cominciarne uno nuovo. Dello stesso avviso è Nostradamus, il grande profeta: "Al compimento del grande numero settimo apparirà al Tempo dei Giochi d'Ecatombe non lontano dalla grande età del millennio che gli entrati usciranno dalle loro tombe".
Un sacerdote Maya, intervistato dalla redazione di Voyager, ha spiegato cosa significhi quella data alla fine del loro calendario, specificando come non si tratti della fine del mondo, ma della fine di un ciclo, al termine del quale, a loro dire, l'umanità entrerà in una dimensione molto spirituale e un periodo di pace tra i popoli della terra prenderà corpo. Del resto, sottolinea Carlos Barrios, il sacerdote intervistato, loro, i Maya, sono stati in grado di prevedere grandi catastrofi e attentati; gli ultimi della serie sono stati: l'attentato alle Twin Towers, lo tsunami e l'uccisione di Saddam Houssain. Tutto ciò è stato possibile partendo da un presupposto; loro leggono lo spazio-tempo come un sistema a spirale, così, compilare un calendario ed utilizzarlo per leggere nuovi avvenimenti e utilizzarlo anche in campo astronomico diventa molto semplice, pur nella sua complessità. In sostanza di calendari Maya, ne esistono tre. Uno è un calendario "Rituale" di 260 giorni, con cicli di 20 giorni e 13 cifre. Un secondo è un calendario "Solare", di 365 giorni. Questi sono stati composti su di una ruota calendaria con glifi e segni, che, girando, si combinano a vicenda consentendo numerosissime letture e che è, quindi composta di 52 "Anni solari". Il problema che si poneva, però, era la durata limitata del calendario, per quanto giusto e complesso, così ne realizzarono uno ancora più complesso: il "Lungo computo". Il Lungo computo è composto da un ciclo di giorni calcolati a partire dalla creazione, dall'anno 3114(13 agosto), e l'era attuale starebbe avviandosi verso una conclusione, dopo 13 cicli da 144000 giorni. La conclusione è segnata per il 21/12/2012.

Ma, in pratica, cosa potrebbe veramente verificarsi? Concretamente, non si sa bene. C'è chi parla(gli indiani del Nord America) del passaggio di nuovo della stessa cometa che passò per la nascita di Cristo; c'è chi invece, basandosi su dati molto concreti, ha presupposto un'inversione magnetica, dato quanto l'intensità magnetica sta diminuendo in questi ultimi 200 anni. Altre teorie, che ora non sto a riportare in quanto troppo estreme, prevedono uno scenario catastrofico. La verità, come al solito, ritengo stia nel mezzo e, seguendo ciò che dicono i più grandi profeti, davvero andremo incontro ad un periodo di pace duratura; non ci è dato però sapere quanta verità vi sia in tutto ciò, certo è che, in questo caso arriveremo veramente a scoprire chi ha ragione. Basterà attendere il sorgere del sole in quel fatidico giorno; il 21 dicembre 2012!

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Nuovo sito ufficiale

Vi informo che il sottoscritto e Michele Rossi, amministratore del forum ufficiale, diventeranno i gestori ed amministratori di un sito su "Voyager"; sarà la versione riveduta ed aggiornata del Forum e FanClub, ufficialmente riconosciuto; tutto questo su iniziativa di un grafico che ha avanzato questa proposta. La cosa richiederà tempo, ma, nonostante ciò, il blog continuerà ad essere aggiornato e a portarvi sempre più dentro i temi di Voyager, sempre più nei misteri, nel mito e verso la ricerca.
Filippo, Amministratore del blog.

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Le novità della quindicesima serie di Voyager!

Novità assolute dal mondo di Voyager! La nuova serie(la 15esima), è una rivoluzione col passato, le uniche cose che non variano nello studio e nei servizi sono: il logo della trasmissione e il conduttore, Roberto Giacobbo.
Di seguito le novità:

1) Da quest'anno la trasmissione sarà patrocinata dal Ministero dei beni culturali. Voyager entra quindi nella stessa orbita di programmi come Quark, pur trattando di argomenti di carattere differente.
2) Sarà presente uno schermo di dimensioni colossali, 7x40 metri!
3)Rifatta da capo la sigla, sul modello dei "colossal".
4) Le puntate andranno in onda il lunedì, non il martedì come fino a poco fa si sapeva. Di conseguenza niente problema di alternanza con la Champions League.
5) Le classiche puntate(11) saranno alternate a puntate di "Voyager storia"(6).
6)Le puntate hanno tre servizi iniziali nuovi e gli altri due che sono riproposizioni di vecchi argomenti.
7)Gli argomenti nuovi saranno proposti in maniera più "concreta", senza, cioè, sfociare, come in alcuni casi è successo, nel paranormale o in situazioni simili.
8)Studio rifatto da zero, oltre allo schermo enorme si ha, nuova grafica, nuovo spazio per il pubblico, pilastri centrali ad inquadrare lo spazio dello studio, che ora presenta pareti di finta roccia, con spazi in cui troviamo simboli Maya, Templari ecc.
9)Prima puntata dedicata esclusivamente al 2012!!!
10)Altro ancora, ma è bene non anticipare troppo..!!!

Insomma, una rivoluzione totale è in atto, anzi, oramai è avvenuta. Non resta che attendere l'inizio di questa ennesima serie, ricca, tra l'altro, di puntate in diretta da diversi centri città, tra cui, come già detto, il 23 dicembre, dall'Aquila. Nel frattempo, noi, continueremo il nostro viaggio, sempre affascinante, sempre ricco di sorprese.
Grazie ancora a Michele Rossi.
Filippo, Amministratore del blog.

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Diretta dall'Aquila!

Sui luoghi del terremoto, andrà in onda, a quanto mi è stato riportato il 23 dicembre, una puntata speciale di Voyager, in diretta dalla città dell'Aquila. Non solo, sono in programma altre dirette, da molte città italiane, una di queste sarà fatta a Firenze, la mia città, in Piazza della Signoria, ma le date non sono ancora state diffuse.
Ancora una volta, grazie a Michele Rossi.

Filippo, Amministratore del blog.

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Le date delle puntate e alcuni nuovi temi

Ciao a tutti ragazzi! Grazie ancora a tutti voi che visitate questo spazio, siete sempre di più! Vi informo di una novità: sulla destra, potete trovare le date ufficiali di quando la trasmissione andrà in onda dal 23 settembre fino al 16 dicembre.
Le nuove puntate tratteranno, tra l'altro, di argomenti quali: i segreti di Praga; Bendandi: l'uomo che prevedeva i terremoti e i segreti del sito archeologico di Chan Chan.
Novità in vista, insomma, che attenderemo col fiato sospeso!

Ancora un grazie all'amministratore del forum ufficialmente riconosciuto, Michele Rossi, per aver fornito queste anticipazioni!

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Un grazie speciale a tutti voi!!!

Metto solo un piccolo chiarimento: il blog ora non è ufficiale e il mio, "probabilmente lo sarà" si riferiva ad una speranza che ho io, in quanto, fino a questo momento, non ho contattato nessuno per sapere e chiedere se sia possibile o meno farlo. Grazie dell'attenzione e scusatemi ancora se, magari, non sentite molto bene ciò che dico.
Filippo, amministratore del blog.
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isola di pasqua, l'ombelico del mondo, tra mistero e bellezza


Vedendo la carta geografica quasi si pensa ad un errore di stampa se si guarda nell'oceano pacifico, a sud, abbastanza vicino al continente americano; in realtà così non è, non c'è alcun errore, il puntino verde che si vede non è un errore di stampa, ma un'isola: l'Isola di Pasqua.
Questo luogo, al centro di leggende e storie, è un vero e proprio "paradiso" terrestre; la conformazione, infatti, vede un mare stupendo e, vedendo tutt'attorno, non si riesce a scorgere nessun altro luogo, né il Cile(stato di cui fa parte l'isola) né altro. Sono presenti grandi vulcani "a cono" spenti, in cui, ormai, si è concentrata
l'acqua via via piovuta o comunque emersa in superficie da falde all'interno della crosta terrestre e dall'Oceano; ci sono montagne bellissime e piante stupende. Insomma, siamo in un luogo letteralemente stupendo in cui l'ospitalità è massima e che attira a sé l'attenzione di tutto il pianeta per un'antica civiltà, ancora da scoprire fino in fondo che, fin dai primi contatti col mondo occidentale ha affascinato.

Ma andiamo con ordine. Nel 1786, un artista di bordo di una spedizione guidata dal francese La Perouse che giunse su una piccola isola nel Pacifico, rapprsentò una scena alquanto insolita: grandi statue di busti umani con grossi copricapi facevano da sfondo al disegno in cui, oltretutto, erano presenti indigeni con caratteristiche simile a quelle di noi europei. Come è possibile? Procediamo, come sempre, per gradi. I nativi chiamano questo luogo "Rapa Nui", cioè ombelico del mondo; ma il nome con cui la conosciamo, Pasqua, è dovuto alla scoperta, avvenuta il giorno di Pasqua dell'anno 1722 dall'ammiraglio olandese Jacob Roggeveen, a cui è stata attribuita la paternità della scoperta. Ma già in precedenza l'isola e i suoi abitanti era stata visitata, per quanto inaccessibile. In ogni caso, dopo un primo scontro in cui perirono una dozzina di indigeni contro gli uomini dell'ammiraglio e delle sue armi da fuoco, il re dell'Isola riuscì a comunicare con Roggeveen e gli confidò che lui e gli altri abitanti erano gli ultimi di un antico popolo.
Ma chi erano gli indigeni dell'isola e da dove venivano? Possibile che le statue che ci hanno lasciato siano i loro avi rappresentati? Certo è che il fascino principale dell'isola sta proprio in queste statue, i Moai. Queste sono realizzate da monoliti di pietra vulcanica, realizzati ancora non si sa bene come, ma è chiaro che la cava da cui si è ricavato il materiale e in cui si scolpivano queste enormi statue è proprio il vulcano principe dell'isola, in quanto si è rinvenuto proprio un Moai intagliato nel vulcano, ancora da ultimare.
Le tracce dei primi abitanti dellisola risalgono circa al 300 d.C., quando delle canoe giunsero dalla Polinesia, guidate seguendo, probabilmente le migrazioni di alcuni uccelli. In ogni caso, si narra anche di una storia, quella degli abitanti provenienti da Est, "le orecchie lunghe", e quelli provenienti da ovest, le "orecchie corte"; con i primi che comandavano e che comandarono fino a quando un giorno, tra il 1680 ed il 1774, i membri delle "Orecchie Lunghe" dettero ordine alle "Orecchie Corte" di gettare in mare i Moai. Gli schiavi, però, rifiutarono e ne seguì un vero e proprio scontro, cruentissimo, in cui le "Orecchie Corte" trucidarono i loro padroni e ne bruciarono i corpi; e recenti scavi hanno trovato una trincea con diversi resti umani bruciate. Ma come mai, questi uomini si erano avventurati qui? E poi, cosa rappresentavano per loro i Moai?
C'è da dire, anzitutto, che questi indigeni praticavano in certi casi(sovrannumero di abitanti) il cannibalismo e, per questo, le abitazioni dell'isola hanno tutte un'entrata tipo igloo, in cui per entrare bisogna andare a carponi, esponendo la testa a chi è dentro. Era quindi un popolo particolare, che aveva queste grandi sculture, i Moai, posti su pietre sacre dette "ahu" e che poi passarono alla venerazione del Dio-uccello, fino al 1878, una religione, se così la si può definire, comune a più popoli distinti del mondo, come fosse una coscienza comune, tipo popolazioni celtiche, africane, arabe e quant'altro. Come riuscirono gli indigeni di Rapa Nui a trasportare fino a "vicino" al mare i Moai, appunto? Queste enormi statue sono rivolte tutte verso il mare e sono disposte secondo file vere e proprie. Secondo la palinologia, la scienza che studia i pollini, sulle statue sono stati trovati pollini di Hau Hau, l'albero della corda, e di toromiro, l'albero per bruciare. Questo studio potrebbe confermare le ipotesi secondo le quali queste statue sarebbero state fatte scorrere su questi legni, disposte a mo' di piattaforme. Contemporaneamente, però, si sa anche che circa nell'800 d.C. un grande incendio ha fatto scomparire un'intera foresta subtropicale. Ma allora, se non c'erano legni a sufficienza, come era stato possibile portare i Moai fino agli ahu?
La quantità di teorie a riguardo è molto elevata, ma una fa riferimento agli elefanti; infatti, l'armata del guerriero mongolo Kublai Kahn, mandata ad invadere il Giappone, avrebbe avuto migliaia di barche cariche di elefanti, ma oltre cinquemila si dispersero nell'Oceano a seguito di una tempesta. Alcune di queste sarebbero naufragate a Rapa Nui. Questa teoria, però, non è molto probabile.
In ogni caso, il fascino dell'isola rimane invariato e c'è chi lo ricollega ad una delle storie più fantastiche conosciute: il mito di Atlantide, o Mu o Lemuria che dir si voglia. Infatti sull'isola sono stati trovati dei caratteri, su delle tavolette lignee chiamate Rongo Rongo, con un alfabeto estremamente simile a quello rinvenuto a Mohenjo-Daro, in India che, per essere raggiunto, necessità di circumnavigare metà sud-America, doppiare il Capo di Buona Speranza, e poi risalire l'Oceano Indiano. Insomma, non proprio uno "scherzo" per l'epoca. In ogni caso le tavolette c'è chi sostiene, il Prof. Fisher su "New Scientist", che i tsti sarebbero sacri e rappresenterebbero la creazione. Per altri, non "ufficiali", invece, i Rongo Rongo rappresenterebbero invece un manuale di istruzioni per la costruzione di un reattore energetico.
Tante le teorie, ma ancora la realtà resta un mito, l'unica certezza è rappresentata dai Moai, fermi e fieri, indissolubili e immortali impronte della civiltà di Rapa Nui, ancora così misteriosa e così lontana. Le teorie si seguiranno ancora per molto, ma siamo certi che, quando la realtà emergerà dall'ombra dei secoli sarà comunque affascinante e ricca di cultura.

Questo post, vi informo, è l'ultimo fino a settebre. Parto per le vacanze e torno ad inizio settembre. Auguro, allora, a tutti i visitatori Buone vacanze!
Riprenderemo il nostro viaggio a settembre. Ciao a tutti!

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Coral Castle, monumento d'amore





C'è un posto, una struttura, che ha una storia e delle caratteristiche che lo inseriscono di diritto tra i luoghi fantastici e "magici". Stiamo parlando di Coral Castle.
Questo luogo, creato dal lettone Edward Leedskalnin, si trova a Homestead in Florida.
Il nome del luogo, però, potrebbe deviare. Infatti il materiale utilizzato non è il corallo, ma una pietra locale chiamata, appunto, coral.
Partiamo innanzi tutto, però, dal parlare di un sogno; o meglio, da una storia d' amore. Infatti, Edward, trasferitosi negli Stati Uniti, era innamorato di una donna, molto più giovane di lui. Questa, però, non conosceva Edward se non di vista, e lui non le aveva mai confidato il suo amore. La sua volontà, quindi, fu quella di costruire, in onore della sua "amata", un castello vero e proprio e, concluso questo, Edward avrebbe fatto ladichiarazione alla donna di cui era innamorato. Allora, armato di buona volontà e amore, iniziò a lavorarvi, ma da solo.
Amico di Nicolas Tesla, grandissimo studioso dell'elettromagnetismo, si crede che Leedskalnin abbia sfruttato queste conoscenze, poi andate perdute, per il suo lavoro. Perché diciamo questo? Vediamo di fare chiarezza. Il fondatore di Coral Castle era un uomo molto magro, alto solo 1,39 m, ed è riuscito, da solo, a tagliare blocchi interi di coral(simile per consistenza al granito) e a spostarli. Questi sono, però, tutti pezzi che pesano diverse tonnellate ciascuno e, nonostante le interperie del tempo, sono tuttora visibili e può essere verificato come si incastrino, tipo i blocchi granitici delle piramidi egizie, al millimetro; ossia tra blocco e blocco non è possibile far passare neppure una carta di credito. Questa è la particolarità ed il mistero di Coral Castle, perché Leedskinin non ha mai rivelato a nessuno il suo segreto neppure quando ci fu la necessità di spostarlo. Esatto, avete capito bene; l'intero plesso fu spostato per intero e rimontato a circa 16 km di distanza dal luogo d'origine, a causa dell'espansione edilizia, per la quale, nel 1936, furono costruiti nuovi edifici nei pressi della sua costruzione, ed essendo Edward una persona molto riservata, allora decise di spostarlo. L'intero "trasloco" ed il riposizionamento occupò 10 anni della vita dell'uomo.
La struttura del Castello non è tanto quella di un vero e proprio castello, ma piuttosto quella di un giardino romantico; anche se Edward lo abitava. Ci sono incredibili posizionamenti, meridiane per calcolare il tempo, una poltrona in pietra che pesa una tonnellata, un tavolo a forma di cuore con, al centro, un fiore(doveva essere fiorito tutto l'anno); un obelisco con un foro perfettamente allineato con la stella polare; una "fontana della luna" che rappresenta le fasi lunari e il monolite di ingresso pesa ben 9 tonnellate, ma come altri uguali, occorre la sola pressione di un dito per aprirlo, tanto è perfetto l'inserimento nei cardini ed il taglio.
La teoria più affascinante sulla costruzione del castello, è quella per cui, appunto, Leedskinin si sarebbe avvalso di conoscenze di elettromagnetismo tali da consentire a lui, da solo, di spostare questi immensi blocchi monolitici e, con chissà quale tecnica, anche di tagliarli e lavorarli. Le onde elettromagnetiche da lui sfruttate, consentirebbero di eliminare la forza gravitazionale, basato, sembrerebbe, su onde magnetiche, mentre per altri su onde armoniche sonore. Secondo dei ragazzini, invece, Edward avrebbe utilizzato grossi palloni ad idrogeno; certo è che, però, Leedskinin ha detto che lui era a conoscenza del segreto della costruzione delle piramidi egizie e l'avrebbe usato per il castello, che conisterebbe nello sfruttare la maglia elettromagnetica terrestre(cosa, però, ancora sconosciuta). Le uniche foto, però, che esistono della costruzione mostrano carrucole e paranchi lignei, ma, secondo calcoli realizzati, tali sturmenti non avrebbero consentito di compiere il lavoro che è stato fatto.
Questo è il mistero ed il fascino di questo luogo. Ma quando alla fine fu detto alla donna che amava che lui aveva costruito questa opera solo per suo amore e le fu chiesto se voleva vederlo e conoscere Edward, lei rispose: "No grazie".
Così finisce il nostro racconto, ed il segreto è destinato a rimanere tale, in quanto nel 1951 Leedskinin si ammalò e, prima di svelare il suo segreto si diresse all'ospedale con la corriera, incidendo su una pietra: "Vado all'ospedale, torno presto". In realtà, pochi giorni dopo, Edward morì per via di un tumore maligno allo stomaco portando con sé il segreto della sua grande opera.

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