Nostradamus, il profeta. Parte 2
Rieccoci insieme, pronti a continuare il nostro viaggio, scusandomi, prima di tutto, per la mia assenza, dovuta a un virus nel pc.
Come premesso, Nostradamus scrisse molte quartine che, oppurtunamente decifrate, hanno chiaramente descritto fatti storici e personaggi che, realmente, sono poi esistiti ed avvenuti.
Un nuovo esempio che mi preme riportare, è quello che riguarda una profezia su Papa Giovanni Paolo II, il pontefice polacco. Questa quartina risale al 1555, precisamente è la 16(2-9-6), che recita:
Romano Pontefice non ti devi avvicinare
a quella città che d'acque arrossa.
Verrà di là chi il tuo sangue versare
Tuo e dei tuoi, quando fiorirà la rosa.
Leggendo attentamente e confrontando i fatti storici, si può notare come tutto torni. Nel 1979, infatto Giovanni Paolo II andò a Costantinopoli in visita e, solo due anni dopo, in Piazza San Pietro, subì un attentato per mano di Alì Agcha, un assassino fuggito dalla fortezza di Costantinopoli, appunto. Oltretutto, pochi giorni prima, era stato eletto capo della Repubblica presidenziale francese Mitterrand, il cui partito aveva come simbolo una rosa stretta in un pugno, e proprio in Francia, a Lourdes, il Papa, dopo l'attentato andò per rendere grazie alla Madonna.
E continua:
Attorno ai monti pirenei gran massa
di gente straniera seguir nuovo monarca
Presso Garonna al gran tempio del monte passa,
La temerà nell'acqua, il Romano Patriarca.
Uomo del sole da Polonia in caverna caprina
Entrato e preso, fuori estratto per la barba,
Sorvegliato come bestia mastina
Attraverso i Pegourdans portato a Tabe.
E' stupefaciente, a secoli di distanza, leggere queste parole. Ma le qualità di Nostradamus sono molto conosciute ed approfondite e vanno oltre alle quartine. Il profeta ci ha anche lasciato, infatti, di Nostradamus conosciamo anche alcuni disegni. Uno riporta al 2012..Ma per questo attendete il prossimo intervento, incentrato esclusivamente proprio sulla data che da migliaia di anni, moltissimi popoli hanno indicato come "chiave" nella storia dell'umanità.
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Nostradamus, il profeta: le quartine
Come si sa, molte volte, le profezie, lette semplicemente, non hanno molto senso. Spesso necessitano di una interpretazione, ma in Nostradamus, questo fatto, non è poi così vero. Tra i suoi scritti, Michel de Nostradame, ci ha lasciato una serie incredibile di nomi che, all'incirca ricalcavano la realtà. Questo lo vedremo poi, ma è sorprendente quanto sia stato preciso e come, anche lui(così come moltissime altre culture) ci abbia segnalato una data, certo, forse dal suo punto di vista più "astronomica", ma comunque significativa: 21 dicembre 2012!
Su questa data torneremo in futuro, ora è giusto, invece, parlare di ciò che ci ha lasciato il più grande profeta della storia.
Così come per il 2012, Nostradamus ha predetto anche altre date "precise". Nella quartina 51 della seconda centuria, infatti, secondo i sostenitori, si sarebbe riferito all'incendio della Cattedrale di San Paolo, avvenuto a Londra nel 1666. Non c'è certezza, come, del resto, è evidente che si è sbagliato riguardo a molto altro, come, per esempio, un evento catastrofico(mai avvenuto)nell'anno 1999. Nonostante tutto, certe quartine sono quantomai esatte!
L'ultima quartina(X 100), parla di avvenimenti recenti, dicendo che l'Inghilterra avrebbe avuto più di trecento anni di strapotere navale, iniziato col "Navigation act" di Oliver Cromwell, sarebbe finito con una grande guerra(la seconda guerra mondiale), così come il suo potere imperiale.
La quartina che lo rese celebre, però, riguardò la profezia della morte di re Enrico II in un "gioco"; Centuria 1, quartina 35.
Questo è il testo:
Il giovane leone il vecchio sormonterà,
Nel campo bellico in singolar tenzone,
Nella gabbia d'oro gli occhi perforerà,
Due ferite in una,poi morire,morte crudele.
Il re, infatti, morì in un palio, lo scontro che molte volte si vede nei film medievali, fatto a cavallo da due cavalieri che, con una lancia(perdonatemi l'imprecisione) devono cercare di colpire l'avversario galoppando parallelamente l'uno in direzione dell'altro.
Ma non basta, perché la precisione di Nostradamus è sconcertante quando, per esempio, parla di Napoleone, Hitler, Papa Giovanni Paolo I.
Qui di seguito alcuni testi sui tre:
Napoleone:
Pau, Nay ed Oloron più fuoco che sangue sarà,
Naufraga tra le lodi (o nel fiume Aude), fugge ai grandi moti insurrezionali:
L'entrata agli stallieri rifiuterà,
Pampon , Durance le terrà asserragliate.
(Pau, Nay e Oloron sono tre città nel sud della Francia, se le anagrammiamo, otteniamo: Napaulon Roy; e l'Imperatore fu un comandante d'artiglieria dell' Ecole d'Artillierie Royale, che richiama alla parola "fuoco").
Nei prossimi giorni inserirò anche gli scritti sulle altre profezie e continueremo questo affascinantissimo viaggio su Nostradamus.
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Nostradamus, il profeta: la vita
Nostradamus, all'anagrafe Michel de Nostredame, nacque a Saint-Remy, nel 1503. Non è chiaro il giorno, che oscillerebbe tra il 14 ed il 23 dicembre dello stesso anno. Era uno dei nove figli di Jaume de Nostredame, un commerciante di grano e notaio francese, discendente da una famiglia ebrea, che decise di convertirsi al cattolicesimo, prendendo il nome di Pierre. Sui primi anni della sua vita non c'è mai stata molta chiarezza, certo è che all'età di soli quindici anni entrò all'Università di Avignone. Passò poco meno di un anno, e il giovane Michel fu costretto a lasciare l'Università Avignione. Iniziò allora a viaggiare per la Francia, alla ricerca di nuove cure da poter ottenere con piante ed erbe; il "pellegrinaggio" durò circa otto anni. Nel 1529 Michel entrò all'Università di Montpellier per ottenere un dottorato di medicina; poco dopo però fu espulso anche da questa università, scoperto in possesso di un libro di medicina proibito per l'epoca. Ciononostante continuò a lavorare. Nel 1531 fu invitato da Jules César Scaliger ad andare a Agen. Dopo poco tempo si sposò con una donna da cui ebbe due figli; ma già nel 1537 sua moglie morì e i suoi figli morirono, forse a causa della peste.
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Le pietre di Ica

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La sacra sindone ed il sudario di ovideo: parte 3
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La sacra sindone ed il sudario di Oviedo: parte 2
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La Sacra Sindone ed il Sudario di Oviedo: parte 1
Un nuovo post è proprio quello che serve per riprendere il nostro viaggio, e visto che ci avviciniamo alla "domenica delle palme" l'argomento da trattare sarà riferito a Gesù. Sia chiaro, nulla di dissacratorio(io stesso sono religioso e credente e mai e poi mai mi permetterei una cosa del genere), ma un viaggio affascinante attraverso i due più famosi simboli e segni del Suo passaggio sulla terra; quali? La Sacra Sindone e il Sudario di Oviedo.
Due simboli della Cristianità e due misteri del tempo, anche se c'è chi ha trovato importanti collegamenti tra i due.
Dal greco σινδών (sindon), significa lenzuolo di lino. E' questo, infatti, il materiale che compone il telo custodito e venerato all'interno del Duomo di Torino. C'è molta controversia su quale sia veramente la sua origine; studi fatti al carbonio 14 hanno datato il lenzuolo tra il 1260 ed il 1390, ma c'è molto scetticismo su questi risultati; molti la identificano con il "mandylion"o immagine di Edessa, un lenzuolo sacro, scomparso nel 1204, sul quale vi sarebbe stata l'immagine di Gesù.
In questa città della Turchia, l'attuale Urfa, la presenza della reliquia è attestata fin dal IV secolo. Nel 994, dopo l'occupazione musulmana, il mandylion fu trasportato a Costantinopoli; ma nel periodo delle crociate fu trafugato, insieme ad altre reliquie dai cavalieri templari. Nel XIV secolo arrivò, ancora non si sa come, nelle mani di Goffredo di Charny e di sua moglie Giovanna.
Da questi fu donata al capitolo dei canonici della collegiata di Lirey, fonadato da lui stesso, e la prima ostensione pubblica avvenne nel 1357. Già nel 1415, però, una discendente di Goffredo, Margherita di Charny, se ne riappropriò vendendola, nel 1453, ai duchi di Savoia. Fu quindi conservata a Chambery, ma nel 1532 un incendio la danneggiò e si decise quindi di spostarla in un luogo più sicuro; la cattedrale di Torino, dove di trova dal 1578.
Descrizione: si tratta di un lenzuolo di lino di colore giallo ocra di 442x113 cm. Numerosi studi sono stati fatti e tuttora sono in corso, ma nessuno degli scenziati è stato ancora capace di dare una soluzione che fosse realmente giustificabile.
Ma come mai? Beh, la risposta è nel contempo semplice, ma anche incredibile e affascinante. Sono stati condotti esperimenti a riguardo alla possibile formazione dell'immagine; si è tentato di giustificarla come una reazione chimica dei componeti posti sul corpo, che interagendo col calore avrebbero impresso l'immagine, ma, propagandosi in tutte le direzioni il vapore non avrebbe potuto lasciare una traccia tanto evidente e precisa; si è allora provato in altro modo, con l'effetto corona. Questo sarebbe come imprimere un'immagine su di un negativo fotografico; funziona infatti attraverso delle scariche elettriche che, passando per il corpo, imprimono l'immagine dello stesso. Ma allora, questo vorrebbe dire, essendoci sia l'immagine del fronte che del retro del corpo, che l'elettricità si sarebbe emanata dall'interno del cadavere, imprimendo l'immagine di Gesù sul lino. Questa ipotesi, chiaramente, per gli scenziati, per quanto l'immagine sia in tutto e per tutto come un negativo, non è pienamente giustificabile; anche se sembra l'unica plausibile.
E sembra incredibile pensare a come, con un grandissimo impulso di energia, Gesù sarebbe risorto, imprimendo per sempre la sua immagine sul lenzuolo che copriva il suo corpo quando morto.
Domani continueremo questo viaggio appassionante e affascinante in uno dei più grandi misteri, ancora non scientificamente giustificato, della cristianità e del mondo.
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