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La sacra sindone ed il sudario di Oviedo: parte 2

Posted by Pubblicato da Filippo Martelli On 19:59


Ma cosa rappresenta esattamente la sindone? Si tratta di un uomo vivo o morto? Dalle analisi di medicina legale che sono state fatte la sindone rappresenta inequivocabilmente un uomo morto; per la precisione un uomo morto con la testa piegata in avanti, una gamba(la sinistra) inflessa e, oramai, rimasta in quel modo, come se fosse stata chiodata sull'altra.

In definitiva, la sindone rappresenta senza alcun dubbio un uomo crocifisso, ma non alla maniera "classica"; no, rappresenta un uomo brutalmente crocifisso. Infatti, tradizionalmente si crocifiggeva la gente, rea di reati abbastanza gravi, semplicemente legandone le mani e i piedi o a due pali, posti l'uno perpendicolarmente all'altro, ma, molte volte, anche su alberi, e ciò doveva essere un chiaro segnale per tutti; così si finiva se si veniva considerati colpevoli di un qualche reato come. Stavolta, però, si è fatta un'eccezione, uccidendo un uomo mediante la crocifissione, prima torturandolo, poi chiodandone mani e piedi, anzichè legandoli.

La medicina legale non ha dubbi su questo punto, ed è stata possibile un'analisi di questo tipo, quando, nel 1898, fu fotografata per la prima volta nella storia. Ancora all'epoca, più che una reliquia, la si considerava come un falso medievale, insomma, una semplice pittura su tela, ma la visione del negativo lasciò tutti stupefatti. L'immagine, vista al negativo, infatti, mostra in tutti i suoi particolari(come fosse una vera foto) un uomo, morto, appunto, in circostanze già citate. Sono infatti presenti segni di una vilenza brutale su tutto il corpo. Le analisi fatte hanno messo in evidenza il fatto che le ferite sulla testa sono dovute al conficcamento come di una, appunto, corona o casco di cose appuntite, come, ad esempio, spine. Scendendo si può notare come, le mani riportino i segni della chiodatura e stessa cosa per il costato ed i piedi; oltre a numerose macchie di sangue su tutto il resto del corpo. La meraviglia, potete immaginare, fu incredibile. Ma c'era ancora chi avanzava l'ipotesi che si trattasse di un dipinto. Ebbene, se si fosse trattato di una pittura, il colore sarebbe stato assorbito dal lino, ma questo presenta una "impressione" solo superficiale e, oltretutto, il sangue non è pitturato, ma autentico. Questo elemento, ovviamente, è stato analizzato ed è stato appurato che si tratta di sangue del tipo AB, estremamente raro nell' area europea, ma molto diffuso nell'area di Israele; oltretutto, alcune macchie di sangue sono "pure", mentre altre hanno anche del siero, e per la precisione del siero espulso dai polmoni, il che spiegherebbe, infatti, la morte in quel modo.

Il tessuto è, invece, dipinto a spina di pesce con rapporto di 3:1, un modo tradizionale e largamente diffuso nel periodo medievale, ma non ritengo, così come molti studiosi, che sia un elemento così importante, visto che le analisi fatte al microscopio hanno messo in evidenza un particolare fondamentale: sono presenti pollini, nella tessitura del lino, relativi solo ed esclusivamente all'area di Israele e della Palestina; piante che nel resto dell'Europa non si trovano assolutamente.

Insomma, ci sono elementi a favore e non, ma la nostra indagine non è ancora finita. Continueremo nei prossimi giorni lasciandoci con un piccolo stimolo alla ricerca: la macchia di sangue coagulato sulla fronte è il numero 3.

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