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Il cronovisore, una vicenda ai limiti del surreale...

Posted by Pubblicato da Filippo Martelli On 11:28

La vicenda che racconteremo ha del surreale. Quasi impossibile da crederla per vera. Eppure, ogni singolo fatto che narreremo, è assolutamente avvenuto. La vicenda esplode improvvisamente nel 1972, quando Vincenzo Maddaloni pubblica su "La domenica del corriere" un articolo, intitolato: "Inventata la macchina che fotografa il passato". Sullo stesso si narra di una macchina, che sarebbe stata inventata recentemente, e di cui Padre Pellegrino Ernetti, esorcista ed esperto di fisica. La macchina inventata sarebbe in grado di fotografare il passato. Secondo Ernetti, in sostanza, nelle zone interessate da un qualche avvenimento storico di cui si è interessati, rimarrebbero dei rimasugli di particelle atomiche. Queste, con un'apparecchiatura sufficientemente forte e studiata in un certo modo, potrebbero essere amplificate, sottolineate in un certo senso, e fare riemergere così vere e proprie immagini, che la macchina potrebbe, così, fotografare. Nell'articolo spunta un certo "Signor X". Secondo Ernetti, questo avrebbe potuto constatare che una fotografia appena fatta sarebbe reale. Su chi sia questo "Mister X" non viene data, però, alcuna spiegazione. In sostanza la fotografia rappresenterebbe il momento della morte di Gesù Cristo in croce. Secondo il signor "X", la fotografia combacerebbe, a pieno, con l'immagine della Sacra Sindone e sarebbe la maggior conferma del funzionamento dell'apparecchio. Ma allora una domanda sorge spontanea; perché non è stata né divulgata né confermata la fotografia, come originale, al pubblico? Passa poco tempo e si scopre l'arcano: la fotografia è reale, ma fatta con una macchina fotografica normale ad una statua conservata a Todi. Crolla tutto. Almeno in apparenza, perché, di lì a poco, Ernetti dice di sapere che la macchina esiste. Lui stesso ci ha lavorato a fondo, ma che ha parlato troppo e che qualcuno desidera toglierlo di mezzo; e quella fotografia non sarebbe altro che la conferma della stessa. Guardandola, infatti, rise tra sé e sé. Ma allora, ci si chiede, cosa sapevano Padre Ernetti ed il Maddaloni, giornalista e investigatore, di tanto importante da spingere loro a creare una storia così fantasiosa e con un elemento palesemente falso? Passa poco tempo, ed emerge che, in realtà, la vera e propria origine del "Cronovisore" sarebbe da ricercarsi nell'anno 1956. In quel periodo Enrnetti avrebbe iniziato, secondo le sue stesse dichiarazioni, gli studi sull'oscillazione assieme a Padre Agostino Gemelli; fondatore nientemenoche dell'Università Cattolica di Milano. Nel frattempo, un altro religioso, Padre Brune, tenta di fare luce su questa inverosimile vicenda e dichiara che, come raccontatogli dagli stessi, "Nel 1952 Ernetti e Gemelli lavoravano allo studio di alcuni voci gregoriane". In pratica i due affermarono di aver fatto degli studi, con degli strumenti approfonditi e nuovi, su alcune voci e canti gregoriani di anni ed anni addietro, asserendo, in una seconda intervista, che nel 1956, alla presenza di testimoni, avrebbero addirittura filmato gli ultimi istanti della Passione di Cristo, fino alla morte. Allora, però, se così stanno le cose, ci si troverebbe di fronte ad una macchina che non si limita a fotografare dal passato, ma addirittura a filmare, con tanto di audio, le scene che gli si chiede, avvalendosi di amplificatori ed antenne in grado di rilevare i segnali lasciati nell'atmosfera, oramai a livello subatomico, da quegli avvenimenti stessi. Tutto ciò che fu registrato, secondo loro, sarebbe poi stato mostrato a Papa Pio XII. Non una parola però sulle domande che seguirono alle dichiarazioni, come abbiamo visto, alle volte, contraddittorie e non chiare neppure per quello che concerne gli anni di sviluppo della vicenda. A precisa domanda, sul fatto che ciò che fu ripreso avrebbe potuto smentire tutto ciò che si crede sulla religione Cristiana, l'Ernetti evade dall'attenzione dei cronisti, preferendo non dichiarare niente. Stesso dicasi per la lettera che lo stess scrive a don Borrello: dichiara che l'immagine captata del Cristo sarebbe del 1953, mentre la statua di madre Speranza, visionaria di Collevalenza che diede incarico a Cullot Valera di realizzare la scultura, sarebbe stata realizzata ben sei anni dopo, e la stessa avrebbe fatto salti di gioia nel vedere come le due si assomigliassero. Ancora una volta la cronologia cambia, e lo fa in un modo nel contempo assurdo e surreale. I fatti continuano e le accuse si rincorrono su più riviste e quotidiani. Ernetti conferma anche, in quanto esperto di musica, che nel 1963 il Ministero della Pubblica Istruzione avrebbe istituito la cattedra di Prepolifonia, affidandola a lui; sfortunatamente, però, l'istituzione di questa deve essere retrodatata al 1955. Nel frattempo, tra il 2003 ed il 2005 si rincorrono affermazioni di diverso calibro ed importanza sulla vicenda; alcune risultano assolutamente inverosimili, altre fanno riflettere e cercano di ricondurre i fatti al 1952 come inizio vero e proprio. Contemporaneamente, però, emerge anche una intervista risalente al 1993 dell'Ernetti, che dichiara che le immagini apparivano non come un film, ma in 3d, come gli ologrammi e che tutto sarebbe stato ripreso e che altri testimoni, come già aveva affermato, avrebbero assistito a quegli attimi. E' dal 1964 che Padre Ernetti è alla cattedra di Prepolifonia a Venezia ed inizia i suoi studenti all'utilizzo di un nuovo strumento: l'oscillatore elettronico. Al di là del suo funzionamento, va detto che Padre Pellegrino, per ciò che concerne gli insegnamenti di fisica, per la teologia e per la musica(oltre che per la preopolifonia), è veramente un'autorità in materia. Ma può essere criticato solo per come tenti di associarli alla fantomatica scoperta di cui parliamo e di come cerchi sostegni in Padre Gemelli ed altri. Nel 1973, però, rispunta la vicenda Cronovisore, stavolta per una scoperta apertamente pubblicizzata da padre Ernetti e da Marasca, Preside di una scuola media e amico del religioso. Questi asserirono di aver ricostruito alla perfezione il testo e la musica di una tragedia di Quinto Ennio, risalente al 169 a.C. e giunta a noi incompiuta; il Thyestes. Tutta l'operazione sarebbe stata compiuta attraverso il macchinario, ma sulla dimostrazione dell'effettiva funzionalità i due sorvolarono e ciò non fece altro che dare ossigeno ad un dibattito estremamente duro ed acceso sulla scoperta stessa. La struttura è giusta, infatti, così come la metrica e la musica; ma un'operazione così, per quanto potesse non essere così semplice, sicuramente non sarebbe risultata impossibile per padre Ernetti. La discussione continuò a lungo e fu molto dura, ciononostante Padre Pellegrino nel 1964 arrivò a capo della cattedra di Prepolifonia a Venezia ed iniziò i suoi corsi. Poi i fatti di cui abbiamo parlato e che investono il periodo degli anni '70, fino ad arrivare alla fine del decennio in questione, quando "Il Giornale dei Misteri" pubblica un articolo in cui afferma che Padre Ernetti avrebbe in mano le idee segrete di: Marconi, Gemelli e Severi. Idee segrete? Quali? Certo, molte teorie, alcune fantasiose e papabili di mensione nella vicenda cronovisore. Passiamo quindi oltre, e andiamo a sfociare più nella parapsicologia, piuttosto che nella fisica o nella metafonia. Anzi, entriamo proprio in quest'ultimo. Esordisce "Astra" nel 1990, con un articolo, ed irrompe anche qui all'improvviso: Padre Ernetti avrebbe registrato voci provenienti dall'aldilà. Nell'articolo, però, non viene citato il solo frate, ma anche padre Gemelli: la vicenda narra sia di ciò che ha riguardato il "Thyestes", ma anche per qualche voce, al di là di quelle già citate, di Canto Gregoriano. I fatti si sarebbero svolti nel 1952, ma secondo successive dichiarazioni avrebbero ritrattato tutto, dicendo che i fatti si sarebbero svolti nel 1960. Ancora una ritrattazione dei fatti, ma cerchiamo di arrivare al dunque. Ernetti afferma, di lì a poco che, poco tempo dopo la presentazione dei filmati e delle registrazioni audio o di qualsiasi altra cosa si fosse trattato, il cronovisore sarebbe stato preso dal Vaticano e dal Ministero degli Interni italiano, smontato, e quindi nascosto, probabilmente, proprio nei locali di quest'ultimo. Quest'ultima affermazione, però, trova poche conferme, anche se fu don Borrello a formularla(Brune, invece, indicava il Vaticano come nascondiglio del macchinario). Ma cosa è successo e a cosa è servito tutto questo? La risposta potrebbe essere rinvenuta in una teoria, forse troppo forte, ma comunque plausibile: padre Ernetti, insieme a Gemelli, aveva bisogno di fondi per continuare le proprie ricerche e il cronovisore, forse proprio uno degli elementi di ricerca, era un'ottima pubblicità per ricavare il denaro desiderato. Ma del resto come considerare l'inserimento del Vaticano che mai, praticamente, ha apertamente smentito qualsiasi coinvolgimento? Cerchiamo di continuare e di arrivare alla conclusione. Nel 2000 esce negli Stati Uniti un libro dal titolo: "Father Ernetti's Chronovisor: The Creation and the disappearence of the world's first time machine". Il titolo, una volta di più, è eclatante, ma troppo stravolgente, anche nei contenuti. Nonostante tutto di lì a poco il programma "Stargate"(all'epoca condotto da Roberto Giacobbo), per dovere di cronaca espone i fatti cercando di dare una spiegazione a quanto raccontato dall'autore; Peter Krassa. Esso stesso ci dice che alcuni frammenti di quell'apparecchio si troverebbero là dove Ernetti lavorava e dove avrebbe proprio sperimentato il tutto: là sull'isola di San Giorgio, a Venezia, nel convento dove avrebbe, appunto, condotto i propri esperimenti, nelle aule del conservatorio. Krassa, comunque, in tutto il suo libro è estremamente vago, senza mai approfondire la questione né specificare l'origine delle fonti.

Concludendo, saltando spiegazioni di inutili conclusioni, ci avviamo a stringere il cerchio di una vicenda veramente complicata e di cui ho preferito riportare solo alcuni elementi. Il Signor X, che ha sollevato un polverone, concordando quell'intervista con Maddaloni non ha fatto altro che sollevare il velo e mostrare la debolezza di un uomo, padre Ernetti, che aveva iniziato da anni, evadendo da ruoli a sé più consoni(fisico, musicista, professore prepolifonico ed esorcista), a mostrare segni di squilibrio mentale. Un gesto pietoso, ma necessario. Se quella fotografia non fosse emersa, adesso, forse, ci troveremo ancora a parlare di un apparecchio che, forse, ha un concreto presupposto scientifico-fisico, ma che, contemporaneamente, ha anche un fondamento fantascientifico.
Questa soluzione, forse banale, sembra, però, la più concreta e corretta. Certo, possiamo continuare a fantasticare quanto vogliamo, non sapendo a pieno cosa sia successo, ma muovendoci solo ed esclusivamente per sentito dire e per interviste a quotidiani ed altro. Forse il cronovisore fu realmente inventato, e noi conosciamo poco dei fatti precedenti e futuri. Forse quella foto fu portata in evidenza proprio per farci giungere alla conclusione precendentemente detta, e credere Ernetti un pazzo visionario. Chissà, questo potremo, forse, scoprirlo un giorno; forse no. Forse da un vecchio scantinato usciranno degli strumenti strani, qualche antenna che qualcuno vorrà provare a ricomporre e ricostruirà un macchinario che, si credeva, non fosse mai esistito.

1 Comment

  1. David Banin Said,

    Io credo che i guardiani del tempo esistono,lo sento.Ma non so chi siano,non riesco neanche a immaginarli.Se il cronovisore esiste,non puo'essere alla portata di tutti,ed e'giusto!

    Posted on 30 aprile 2016 21:28

     

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