Prima novità dell'anno nuovo: il mio primo romanzo su una mia scoperta che rivoluzionerà il modo di leggere la Divina Commedia.
Sotto, tutte le notizie e anticipazioni. Anche sul programma, ovviamente!
Buona lettura a tutti!

Le novità della quindicesima serie di Voyager!

Novità assolute dal mondo di Voyager! La nuova serie(la 15esima), è una rivoluzione col passato, le uniche cose che non variano nello studio e nei servizi sono: il logo della trasmissione e il conduttore, Roberto Giacobbo.
Di seguito le novità:

1) Da quest'anno la trasmissione sarà patrocinata dal Ministero dei beni culturali. Voyager entra quindi nella stessa orbita di programmi come Quark, pur trattando di argomenti di carattere differente.
2) Sarà presente uno schermo di dimensioni colossali, 7x40 metri!
3)Rifatta da capo la sigla, sul modello dei "colossal".
4) Le puntate andranno in onda il lunedì, non il martedì come fino a poco fa si sapeva. Di conseguenza niente problema di alternanza con la Champions League.
5) Le classiche puntate(11) saranno alternate a puntate di "Voyager storia"(6).
6)Le puntate hanno tre servizi iniziali nuovi e gli altri due che sono riproposizioni di vecchi argomenti.
7)Gli argomenti nuovi saranno proposti in maniera più "concreta", senza, cioè, sfociare, come in alcuni casi è successo, nel paranormale o in situazioni simili.
8)Studio rifatto da zero, oltre allo schermo enorme si ha, nuova grafica, nuovo spazio per il pubblico, pilastri centrali ad inquadrare lo spazio dello studio, che ora presenta pareti di finta roccia, con spazi in cui troviamo simboli Maya, Templari ecc.
9)Prima puntata dedicata esclusivamente al 2012!!!
10)Altro ancora, ma è bene non anticipare troppo..!!!

Insomma, una rivoluzione totale è in atto, anzi, oramai è avvenuta. Non resta che attendere l'inizio di questa ennesima serie, ricca, tra l'altro, di puntate in diretta da diversi centri città, tra cui, come già detto, il 23 dicembre, dall'Aquila. Nel frattempo, noi, continueremo il nostro viaggio, sempre affascinante, sempre ricco di sorprese.
Grazie ancora a Michele Rossi.
Filippo, Amministratore del blog.

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Diretta dall'Aquila!

Sui luoghi del terremoto, andrà in onda, a quanto mi è stato riportato il 23 dicembre, una puntata speciale di Voyager, in diretta dalla città dell'Aquila. Non solo, sono in programma altre dirette, da molte città italiane, una di queste sarà fatta a Firenze, la mia città, in Piazza della Signoria, ma le date non sono ancora state diffuse.
Ancora una volta, grazie a Michele Rossi.

Filippo, Amministratore del blog.

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Le date delle puntate e alcuni nuovi temi

Ciao a tutti ragazzi! Grazie ancora a tutti voi che visitate questo spazio, siete sempre di più! Vi informo di una novità: sulla destra, potete trovare le date ufficiali di quando la trasmissione andrà in onda dal 23 settembre fino al 16 dicembre.
Le nuove puntate tratteranno, tra l'altro, di argomenti quali: i segreti di Praga; Bendandi: l'uomo che prevedeva i terremoti e i segreti del sito archeologico di Chan Chan.
Novità in vista, insomma, che attenderemo col fiato sospeso!

Ancora un grazie all'amministratore del forum ufficialmente riconosciuto, Michele Rossi, per aver fornito queste anticipazioni!

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Un grazie speciale a tutti voi!!!

Metto solo un piccolo chiarimento: il blog ora non è ufficiale e il mio, "probabilmente lo sarà" si riferiva ad una speranza che ho io, in quanto, fino a questo momento, non ho contattato nessuno per sapere e chiedere se sia possibile o meno farlo. Grazie dell'attenzione e scusatemi ancora se, magari, non sentite molto bene ciò che dico.
Filippo, amministratore del blog.

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isola di pasqua, l'ombelico del mondo, tra mistero e bellezza


Vedendo la carta geografica quasi si pensa ad un errore di stampa se si guarda nell'oceano pacifico, a sud, abbastanza vicino al continente americano; in realtà così non è, non c'è alcun errore, il puntino verde che si vede non è un errore di stampa, ma un'isola: l'Isola di Pasqua.
Questo luogo, al centro di leggende e storie, è un vero e proprio "paradiso" terrestre; la conformazione, infatti, vede un mare stupendo e, vedendo tutt'attorno, non si riesce a scorgere nessun altro luogo, né il Cile(stato di cui fa parte l'isola) né altro. Sono presenti grandi vulcani "a cono" spenti, in cui, ormai, si è concentrata
l'acqua via via piovuta o comunque emersa in superficie da falde all'interno della crosta terrestre e dall'Oceano; ci sono montagne bellissime e piante stupende. Insomma, siamo in un luogo letteralemente stupendo in cui l'ospitalità è massima e che attira a sé l'attenzione di tutto il pianeta per un'antica civiltà, ancora da scoprire fino in fondo che, fin dai primi contatti col mondo occidentale ha affascinato.

Ma andiamo con ordine. Nel 1786, un artista di bordo di una spedizione guidata dal francese La Perouse che giunse su una piccola isola nel Pacifico, rapprsentò una scena alquanto insolita: grandi statue di busti umani con grossi copricapi facevano da sfondo al disegno in cui, oltretutto, erano presenti indigeni con caratteristiche simile a quelle di noi europei. Come è possibile? Procediamo, come sempre, per gradi. I nativi chiamano questo luogo "Rapa Nui", cioè ombelico del mondo; ma il nome con cui la conosciamo, Pasqua, è dovuto alla scoperta, avvenuta il giorno di Pasqua dell'anno 1722 dall'ammiraglio olandese Jacob Roggeveen, a cui è stata attribuita la paternità della scoperta. Ma già in precedenza l'isola e i suoi abitanti era stata visitata, per quanto inaccessibile. In ogni caso, dopo un primo scontro in cui perirono una dozzina di indigeni contro gli uomini dell'ammiraglio e delle sue armi da fuoco, il re dell'Isola riuscì a comunicare con Roggeveen e gli confidò che lui e gli altri abitanti erano gli ultimi di un antico popolo.
Ma chi erano gli indigeni dell'isola e da dove venivano? Possibile che le statue che ci hanno lasciato siano i loro avi rappresentati? Certo è che il fascino principale dell'isola sta proprio in queste statue, i Moai. Queste sono realizzate da monoliti di pietra vulcanica, realizzati ancora non si sa bene come, ma è chiaro che la cava da cui si è ricavato il materiale e in cui si scolpivano queste enormi statue è proprio il vulcano principe dell'isola, in quanto si è rinvenuto proprio un Moai intagliato nel vulcano, ancora da ultimare.
Le tracce dei primi abitanti dellisola risalgono circa al 300 d.C., quando delle canoe giunsero dalla Polinesia, guidate seguendo, probabilmente le migrazioni di alcuni uccelli. In ogni caso, si narra anche di una storia, quella degli abitanti provenienti da Est, "le orecchie lunghe", e quelli provenienti da ovest, le "orecchie corte"; con i primi che comandavano e che comandarono fino a quando un giorno, tra il 1680 ed il 1774, i membri delle "Orecchie Lunghe" dettero ordine alle "Orecchie Corte" di gettare in mare i Moai. Gli schiavi, però, rifiutarono e ne seguì un vero e proprio scontro, cruentissimo, in cui le "Orecchie Corte" trucidarono i loro padroni e ne bruciarono i corpi; e recenti scavi hanno trovato una trincea con diversi resti umani bruciate. Ma come mai, questi uomini si erano avventurati qui? E poi, cosa rappresentavano per loro i Moai?
C'è da dire, anzitutto, che questi indigeni praticavano in certi casi(sovrannumero di abitanti) il cannibalismo e, per questo, le abitazioni dell'isola hanno tutte un'entrata tipo igloo, in cui per entrare bisogna andare a carponi, esponendo la testa a chi è dentro. Era quindi un popolo particolare, che aveva queste grandi sculture, i Moai, posti su pietre sacre dette "ahu" e che poi passarono alla venerazione del Dio-uccello, fino al 1878, una religione, se così la si può definire, comune a più popoli distinti del mondo, come fosse una coscienza comune, tipo popolazioni celtiche, africane, arabe e quant'altro. Come riuscirono gli indigeni di Rapa Nui a trasportare fino a "vicino" al mare i Moai, appunto? Queste enormi statue sono rivolte tutte verso il mare e sono disposte secondo file vere e proprie. Secondo la palinologia, la scienza che studia i pollini, sulle statue sono stati trovati pollini di Hau Hau, l'albero della corda, e di toromiro, l'albero per bruciare. Questo studio potrebbe confermare le ipotesi secondo le quali queste statue sarebbero state fatte scorrere su questi legni, disposte a mo' di piattaforme. Contemporaneamente, però, si sa anche che circa nell'800 d.C. un grande incendio ha fatto scomparire un'intera foresta subtropicale. Ma allora, se non c'erano legni a sufficienza, come era stato possibile portare i Moai fino agli ahu?
La quantità di teorie a riguardo è molto elevata, ma una fa riferimento agli elefanti; infatti, l'armata del guerriero mongolo Kublai Kahn, mandata ad invadere il Giappone, avrebbe avuto migliaia di barche cariche di elefanti, ma oltre cinquemila si dispersero nell'Oceano a seguito di una tempesta. Alcune di queste sarebbero naufragate a Rapa Nui. Questa teoria, però, non è molto probabile.
In ogni caso, il fascino dell'isola rimane invariato e c'è chi lo ricollega ad una delle storie più fantastiche conosciute: il mito di Atlantide, o Mu o Lemuria che dir si voglia. Infatti sull'isola sono stati trovati dei caratteri, su delle tavolette lignee chiamate Rongo Rongo, con un alfabeto estremamente simile a quello rinvenuto a Mohenjo-Daro, in India che, per essere raggiunto, necessità di circumnavigare metà sud-America, doppiare il Capo di Buona Speranza, e poi risalire l'Oceano Indiano. Insomma, non proprio uno "scherzo" per l'epoca. In ogni caso le tavolette c'è chi sostiene, il Prof. Fisher su "New Scientist", che i tsti sarebbero sacri e rappresenterebbero la creazione. Per altri, non "ufficiali", invece, i Rongo Rongo rappresenterebbero invece un manuale di istruzioni per la costruzione di un reattore energetico.
Tante le teorie, ma ancora la realtà resta un mito, l'unica certezza è rappresentata dai Moai, fermi e fieri, indissolubili e immortali impronte della civiltà di Rapa Nui, ancora così misteriosa e così lontana. Le teorie si seguiranno ancora per molto, ma siamo certi che, quando la realtà emergerà dall'ombra dei secoli sarà comunque affascinante e ricca di cultura.

Questo post, vi informo, è l'ultimo fino a settebre. Parto per le vacanze e torno ad inizio settembre. Auguro, allora, a tutti i visitatori Buone vacanze!
Riprenderemo il nostro viaggio a settembre. Ciao a tutti!

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Coral Castle, monumento d'amore





C'è un posto, una struttura, che ha una storia e delle caratteristiche che lo inseriscono di diritto tra i luoghi fantastici e "magici". Stiamo parlando di Coral Castle.
Questo luogo, creato dal lettone Edward Leedskalnin, si trova a Homestead in Florida.
Il nome del luogo, però, potrebbe deviare. Infatti il materiale utilizzato non è il corallo, ma una pietra locale chiamata, appunto, coral.
Partiamo innanzi tutto, però, dal parlare di un sogno; o meglio, da una storia d' amore. Infatti, Edward, trasferitosi negli Stati Uniti, era innamorato di una donna, molto più giovane di lui. Questa, però, non conosceva Edward se non di vista, e lui non le aveva mai confidato il suo amore. La sua volontà, quindi, fu quella di costruire, in onore della sua "amata", un castello vero e proprio e, concluso questo, Edward avrebbe fatto ladichiarazione alla donna di cui era innamorato. Allora, armato di buona volontà e amore, iniziò a lavorarvi, ma da solo.
Amico di Nicolas Tesla, grandissimo studioso dell'elettromagnetismo, si crede che Leedskalnin abbia sfruttato queste conoscenze, poi andate perdute, per il suo lavoro. Perché diciamo questo? Vediamo di fare chiarezza. Il fondatore di Coral Castle era un uomo molto magro, alto solo 1,39 m, ed è riuscito, da solo, a tagliare blocchi interi di coral(simile per consistenza al granito) e a spostarli. Questi sono, però, tutti pezzi che pesano diverse tonnellate ciascuno e, nonostante le interperie del tempo, sono tuttora visibili e può essere verificato come si incastrino, tipo i blocchi granitici delle piramidi egizie, al millimetro; ossia tra blocco e blocco non è possibile far passare neppure una carta di credito. Questa è la particolarità ed il mistero di Coral Castle, perché Leedskinin non ha mai rivelato a nessuno il suo segreto neppure quando ci fu la necessità di spostarlo. Esatto, avete capito bene; l'intero plesso fu spostato per intero e rimontato a circa 16 km di distanza dal luogo d'origine, a causa dell'espansione edilizia, per la quale, nel 1936, furono costruiti nuovi edifici nei pressi della sua costruzione, ed essendo Edward una persona molto riservata, allora decise di spostarlo. L'intero "trasloco" ed il riposizionamento occupò 10 anni della vita dell'uomo.
La struttura del Castello non è tanto quella di un vero e proprio castello, ma piuttosto quella di un giardino romantico; anche se Edward lo abitava. Ci sono incredibili posizionamenti, meridiane per calcolare il tempo, una poltrona in pietra che pesa una tonnellata, un tavolo a forma di cuore con, al centro, un fiore(doveva essere fiorito tutto l'anno); un obelisco con un foro perfettamente allineato con la stella polare; una "fontana della luna" che rappresenta le fasi lunari e il monolite di ingresso pesa ben 9 tonnellate, ma come altri uguali, occorre la sola pressione di un dito per aprirlo, tanto è perfetto l'inserimento nei cardini ed il taglio.
La teoria più affascinante sulla costruzione del castello, è quella per cui, appunto, Leedskinin si sarebbe avvalso di conoscenze di elettromagnetismo tali da consentire a lui, da solo, di spostare questi immensi blocchi monolitici e, con chissà quale tecnica, anche di tagliarli e lavorarli. Le onde elettromagnetiche da lui sfruttate, consentirebbero di eliminare la forza gravitazionale, basato, sembrerebbe, su onde magnetiche, mentre per altri su onde armoniche sonore. Secondo dei ragazzini, invece, Edward avrebbe utilizzato grossi palloni ad idrogeno; certo è che, però, Leedskinin ha detto che lui era a conoscenza del segreto della costruzione delle piramidi egizie e l'avrebbe usato per il castello, che conisterebbe nello sfruttare la maglia elettromagnetica terrestre(cosa, però, ancora sconosciuta). Le uniche foto, però, che esistono della costruzione mostrano carrucole e paranchi lignei, ma, secondo calcoli realizzati, tali sturmenti non avrebbero consentito di compiere il lavoro che è stato fatto.
Questo è il mistero ed il fascino di questo luogo. Ma quando alla fine fu detto alla donna che amava che lui aveva costruito questa opera solo per suo amore e le fu chiesto se voleva vederlo e conoscere Edward, lei rispose: "No grazie".
Così finisce il nostro racconto, ed il segreto è destinato a rimanere tale, in quanto nel 1951 Leedskinin si ammalò e, prima di svelare il suo segreto si diresse all'ospedale con la corriera, incidendo su una pietra: "Vado all'ospedale, torno presto". In realtà, pochi giorni dopo, Edward morì per via di un tumore maligno allo stomaco portando con sé il segreto della sua grande opera.

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Ulteriori novità

Per tutti coloro che passano di qui e per gli iscritti: l'indirizzo è cambiato. www.thenewvoyager.blogspot.com . Oltre a ciò, informo tutti delle novità riguardanti i video di "Aspettando Voyager", a destra, presentati dall'amico Michele Rossi, amministratore del forum ufficiale a cui siamo affiliati, nonché, appunto, collaboratore della trasmissione. In più, se notate, è presente una barra di ricerca di elementi nel blog; se volete cercare un argomento, una parola o altro nel blog, basta che utilizziate questa nuova opportunità che vi propongo! Un saluto a tutti e seguite il nuovo intervento di domani!
Filippo, amministratore del blog.

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