Prima novità dell'anno nuovo: il mio primo romanzo su una mia scoperta che rivoluzionerà il modo di leggere la Divina Commedia.
Sotto, tutte le notizie e anticipazioni. Anche sul programma, ovviamente!
Buona lettura a tutti!

Un cammino di stelle lungo millenni

Posted by Pubblicato da Filippo Martelli On 12:14

Le stelle. Quante volte le abbiamo ammirate o abbiamo sentito parlare di esse, in un modo o in un altro. Questi astri sono da sempre stati punti di riferimento per i viaggiatori; fin da tempi antichissimi. Punti di riferimento, sempre splendenti e capaci di indirizzare nella corretta direzione chiunque ne avesse necessità. L'uomo ha da sempre viaggiato fissando le proprie rotte in base alle costellazioni e come è la sua natura sempre e poi sempre ha voluto cercare di oltrepassare certi limiti imposti dalla natura medesima; sfidandola, giocandoci, tutto per sapere di più e per necessità. Esiste un posto, in Europa, che è da secoli e secoli meta di pellegrinaggio per milioni e milioni di fedeli: Santiago de Compostela. Un luogo ricco di Fede, fondato su racconti anche leggendari ed appartenenti alla tradizione. Ma il passato, forse, lo chiude in una dimensione diversa da quella a noi giuntaci dal sovrapporsi dei luoghi, dei racconti e delle tradizioni. E' un punto di arrivo, un punto di riferimento; ma esiste chi crede che forse questo luogo non sia solo un punto di arrivo, com'è adesso, ma che si possa trattare di un punto partenza. Ma di partenza per chi? Trovandosi in prossimità delle coste galiziane l'unica ipotesi formulabile sarebbe da legarsi a persone giunte dall'Oceano. Forse civiltà antiche, forse viaggiatori, probabilmente popoli di ormai persa origine. Legata a questi luoghi è la figura di un santo: San Giacomo Maggiore. Nel Vangelo secondo Luca, Giacomo sarebbe uno dei cosiddetti "figli del tuono" ed era con Giovanni il discepolo più vicino a Gesù. Dopo la Sua morte Giacomo si spostò, così come fecero tutti gli altri discepoli, lontano dalla Palestina, andando a predicare la Parola di Dio fino in Spagna. Nel 42 d.C., però, Erode Agrippa lo condanno a morte per decapitazione e fu così che si concluse la vita di Giacomo e cominciò quella del santo che conosciamo. Per secoli, però, il suo sepolcro, che divenne consacrato e che fu eretto come mausoleo di piccole dimensioni restò nascosto a tutti; fino a quando nell'813 Paio, un eremita il cui nome significa "uomo del mare", vide come tante luci danzanti sopra la fitta vegetazione. Giunto per curiosità laggiù, spinto soprattutto dalla visione lucente, notò con estremo entusiasmo una tomba, su cui era impresso il nome di Giacomo Maggiore. La notizia si diffuse subito ed il vescovo Teodomiro, che vide coi suoi stessi occhi quanto fu scoperto, lo consacrò ed il posto divenne meta di pellegrinaggio. Il luogo, per il modo con cui fu scoperto, fu denominato "Campus Stellae", poi Campo di Stelle, quindi Compostela. Non rimase, però, nell'anonimato il posto; Carlo Magno fece sfruttare il proprio nome e la propria immagine per pubblicizzare il luogo ed il cammino di pellegrinaggio. Ecco che se si guarda il sarcofago di Carlo Magno notiamo la raffigurazione di Santiago de Compostela, mediante il disegno di due strisce di stelle. Potrebbe apparire un semplice simbolo, ma queste due linee esistono realmente. La prima linea parte dalla Catalogna francese: parte da Picco Stella, passa ventitre chilometri dopo a Monte Stella, poi a venti chilometri per Monte Tre Stelle e si chiude, 400 chilometri più ad ovest a Estella, e poi ad Aster. Tutte queste località sono situate tra i 42°30' e i 42°36' di longitudine. La seconda, invece, partirebbe da Esteilles, passando per Estillon, quindi per Lizarra e Lizarraga. In fondo a questo "corridoio" Santiago(o San Giacomo) di Compostela. Sei punti che difficilmete possono essere casualmente posti sul 42° parallelo. Ma se queste indicazioni non fossero, così come abbiamo ipotizzato in prima istanza, per viaggiatori che andavano verso il mare ma che da quella parte provenivano? Se riprendiamo in mano le leggende più antiche il primo navigatore sbarcato in Galizia sarebbe stato Ercole, che dopo aver razziato i buoi del gigante Gerione, nascondendo le carcasse sotto una torre ancora esistente, la Torre di Ercole, il più antico faro tutt'ora funzionante, sarebbe da lì partito. Ma Ercole sarebbe stato il primo e basta; il secondo, invece, sarebbe stato Noè. Di figure simili a questa nel corso della storia ce ne sono molte; una figura simile a Noè sarebbe sbarcato in epoca Maya in America centrale. Ercole viene però sempre rappresentato come un uomo con arco e clava, un uomo delle caverne; presumibilmente rintracciabile ed identificabile nell'età del bronzo. Ma le analogie col passato e il cammino delle stelle non si fermano qui. Ci sarebbero tre vie; uno simile risiederebbe in Inghilterra, sul 51° parallelo, da Canterbury, passando per Stonehenge, Averbury e altri luoghi simili, tutti posti in cui vi sono siti megalitici. Un secondo sarebbe in Francia: da Saint Odille, per Chartres, fino a Armorica, e qui siamo sul 48° parallelo. Se ne esistesse un quarto sul 45° parallelo ne avremo uno ogni tre. Guardando i luoghi e le caratteristiche dei vari siti notiamo come ciò che ricerchiamo possa rintracciarsi tra Lascaux e Libourne. Le leggende, che ci connettono a questi luoghi, ci narrano di uomini che sarebbero sbarcati su quelle coste per portare la conoscenza. Ma da dove? O da quando? Le leggende post-diluviane sono molte; ci sono però simboli diffusi ovunque che ci riconducono ad un passato forse molto lontano. I labirinti sono i più diffusi e sono rappresentati anche in pianta nella cattedrale. Ci rimandano al mito di Atlantide ed alla pianta della sua capitale, così come ce ne parla Platone; la capitale aveva una pianta a labirinto, così da rendere inattaccabile il proprio centro, sede del potere. E un labirinto è disegnato nella navata principale della chiesa di Chartres, come simbolo del continuo percorso dell'uomo verso la conoscenza.Atlantide sarebbe scomparsa all'incirca 11600 anni fa; e se le leggende dei popoli americani parlano di uomini giunti da est per portare loro la conoscenza, per quelle dei popoli europei le leggende narrano invece di popoli giunti da ovest con lo stesso scopo. Ma il 9.600 a.C. è anche il periodo che i geologi avrebbero segnalato come possibile periodo della fine dell'era glaciale. Potrebbe essere stato l'innalzamento delle acque a provocare la fine di un'intera civiltà. Ne sono sicuri numerosi ricercatori e scrittori come Graham Hancock. I baschi in effetti sono un popolo le cui origini si perdono nel tempo, ma i cui strascichi si trovano nel loro modo di essere; nelle loro sanguinose e dure, talvolta, tradizioni popolari fortemente radicate nel loro stesso modo di vivere; il loro linguaggio è complesso e bello e si estranea dallo spagnolo e dal portoghese. Gli stessi ematologi hanno controllato come vi sia una particolare diffusione del gruppo sanguigno più raro, lo "0". Questo è poco diffuso in Europa centrale, ma molto nelle zone percorse dai paralleli che stiamo analizzando. Elementi che ci fanno ritornare con la mente al mito di Atlantide e suffragare importanti ipotesi, seppur con pochi dati a piena disposizione. Ma tornando specificatamente a Santiago di Compostela ed analizzandolo in relazione agli altri siti megalitici la sua cattedrale, maestosa e bellissima, nata da continue stratificazioni di movimenti e periodi architettonici che vanno dal gotico al barocco spagnolo, individuiamo alcuni tratti incredibilmente e certamente interessanti. Il coro della chiesa non è in asse, ma spostato e ruotato verso nord, mentre la facciata è lievemente ruotata a nord. Evidentemente non è un caso, ma un qualcosa di sicuramente rintracciabile in altri luoghi ed in altre culture: a Luxor nel tempio dell'Uomo troviamo un orientamento simile a quello ammirabile a Santiago. E concludendo citiamo un'antica leggenda galiziana, che ci parla di come il cammino delle stelle verso Santiago de Compostela sia come una sorta di Via Lattea in terra; e come essa si conclude con la costellazione del cane, così San Giacomo è da sempre rappresentato con un cane al suo fianco. E' così che adesso possediamo un nuovo perché che ci sospinga a guardare verso il cielo e a chiederci qualcosa di più, senza andare oltre la nostra terra, ma concentrandosi su quei corpi luminosi che ci hanno da sempremostrato la direzione del cammino che stiamo cercando di seguire. Le stelle da seguire adesso però sono in terra, e ci potrebbero condurre verso la scoperta della realtà di un passato che forse non è mai stato così misterioso ed affascinante.

0 commenti

Posta un commento