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Le lampade di Dendera, ritorno al futuro

Posted by Pubblicato da Filippo Martelli On 16:36


Un qualcosa che non ci si aspetterebbe di trovare visitando dei siti archeologici, un qualcosa di realmente sorpendente, un qualcosa, di incredibile.

Ci troviamo a Dendera, in Egitto, più precisamente nel tempio di questa , a 2,5 Km di distanza dalla città, in prossimità di Luxor. Un luogo ricco di suggestioni, scenari splendidi, colori incredibili, ma che, al di là dell'aspetto propriamente paesaggistico, conserva un rilievo scolpito nel tempio stesso di assoluto interesse. In fondo che gli antichi conoscessero la tecnologia in maniera molto approfondità, è un fatto assodato, in particolar modo sappiamo che erano molto bravi nella meccanica. Non si penserebbe mai ad un loro interessamento nel campo della tecnologia, ma l'indizio trovato nel Tempio di Dendera farebbe pensare che in fondo non sia così come crediamo. Un bassorilievo che da anni sta facendo discutere, si trova all'interno del Tempio, tra tutti i disegni che raffigurano gli dei ed i faraoni ne emerge uno sulla cui interpretazione si sta ancora studiando. Secondo alcuni studiosi esperti di geroglifici, si tratterebbe solo di oggetti usati nelle normali cerimonie del Regno, ma secondo altri, invece, ci troveremo di fronte ad una scoperta realmente sensazionale: si tratterebbe di lampade.
Sono evidente infatti le similitudini e le analogie di buona parte di questi simboli con quello che è il metodo attuale di indicare le varie parti di dispositivi elettrici. A partire dai condensatori, fino ad arrivare ai fili sottoposti ad incandescenza e al simbolo classico della "resistenza". Oltretutto, la stessa forma di quello che sembrerebbe vetro con dentro il classico filo che viene scaldato fino a raggiungere l'incandescenza richiama incredibilmente a quelle che sono le lampade che noi utilizziamo grazie all'energia elettrica. Secondo gli egittologi, appunto, noi abituati a vedere le lampadine e altri dispositivi elettrici avremo travisato il significato originale dei geroglifici a Dendera. Si è quindi sempre più discusso su questo argomento, ma per quanto si possa discutere, un disegno simile non si è mai rintracciato fino ai tempi moderni. Le dispute tuttora sono in corso, ma nel 1879 fu costruito un oggetto simile, che funziona proprio come una vera e propria lampada ai raggi "X"; il tubo di Crookes. Le analogie per forma e posizionamento degli elettrodi, degli anodi e dei catodi, nonché del vetro con le lampade trovate a Dendera sono incredibili, e a dirla tutta Crookes elaborò la sua lampada dieci anni dopo che la scoperta era stata fatta e le pubblicazioni di quegli strani geroglifici erano state giunte all'attenzione mondiale.
La somiglianza è così stretta che c'è chi ha ipotizzato che Crookes abbia fatto riferimento ai disegni per concludere e realizzare gli studi sul suo macchinario a raggi "X".
Nel particolare le lampade hanno un gambo flessibile all'attacco, molto simile ad un cavo che conduce elettricità; un serpente che emana raggi luminosi è disegnato al centro della lampada e quando la lampada di Crookes è accesa si vede un disegno simile all'interno; il sostegno centrale, nell'interpretazione archeologica classica, invece, è identificato come una parte della colonna dorsale di Osiride; a vederlo più scientificamente, invece, con le nozioni di elettrotecnica di cui disponiamo, assomiglia enormemente ad un momento elettrico con doppio avvolgimento, che è un elemeto necessario affinché il dispositivo di Crookes entri in funzioni, e, altra coincidenza, in corrispondenza di unl dio, messo con due strumenti in mano a far segno "venite", escono i raggi "X" che proprio lì impressionano la superficie postavi frontalmente. Tante coincidenze che fanno pensare a qualcosa di più che semplici geroglifici religiosi o mitici; sembra realmente qualcosa di diverso, qualcosa di realmente simile ad una lampada.
Un ingegnere austriaco ha ricostruito la lampada, ma con dimensioni inferiori rispetto a quelle del geroglifico, prendendosi le inevitabili critiche degli egittologi sia per il desiderio di dimostrare che la rappresentazione in questione era di qualcosa di più di una lampada, sia per il fatto che le dimensioni dell'oggetto da lui riprodotto erano, a loro dire, ridotte. Qualche anno fa gli egittologi hanno decifrato i geroglifici e questi dicono che quello era un oggetto grande quanto 5 mani umane(stessa dimensione del prototipo dell'ingegnere) capace di generare luce.
Una scoperta sensazionale; evidentemente, ma questo, per chi segue questo canale non è una novità, credo proprio che delle antiche civiltà si sappia ben poco e una scoperta così clamorosa(ancora però non avvallata dagli egittologi più importanti), ha un peso incredibile su tutta la storia del mondo antico. Comunque fino a quando non se ne saprà di più rimangono tutte ipotesi, niente di più, ma affascinanti viste le incredibili similitudini con il presente tecnologico e forse ancora enormi segreti.

1 Comment

  1. Anonimo Said,

    http://geoponica.myblog.it/

    Posted on 14 maggio 2010 08:55

     

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