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Il quadrato magico

Posted by Pubblicato da Filippo Martelli On 17:51


Un'iscrizione, cinque righe e cinque colonne, simile ad una matrice matematica nella maggior parte dei casi; molte volte un'incisione in forma radiale. I posti sono occupati da lettere, disposte secondo uno schema che non può essere casuale concretizzando una croce che forma una parola che si ripete sia in orizzontale che in verticale; il tutto genera una frase palindroma: SATOR AREPO TENET OPERA ROTAS.

Stiamo parlando di quello che è, a tutti gli effetti, un mistero di grandissimo rilievo, visto e considerato anche il poco spazio che trova nei classici canali e riviste; un mistero che sta ancora scatenando la fantasia e i dibattiti dei ricercatori.
Tutto nasce da quando, a seguito di molte scoperte archeologiche, si nota questa incisione emergere su molti reperti archeologici, in siti diversi per tipo e per località. Si va da Santiago de Compostela in Portogallo, alla Francia a Collepardo, Oppéde e a Rochemaure, passando per Corinium(Cirecenster) in Inghilterra fino ad arrivare all'Ungheria e molte altre zone(tipo la Spagna), guarda caso, tutti avanposti templari. Il riferimento, il collegamento che ne nasce, è immediato, non si può non accorgersi della evidente coincidenza, ma forse il significato non ha nulla a che fare con l'ordine. Infatti, nonostante si possa vedere l'incisione in molte chiese medievali, a San Pietro ad Oratorium a Capestrano in Provincia de L'Aquila, nella Pieve di San Giovanni a Campiglia Marittima ed altre, l'esempio più antico è sicuramente quello che risale all'epoca romana, rinvenuto nell'area archeologica di Pompei, in una scanalatura di una colonna della Grande Palestra.
Numerosi ritrovamenti si sono susseguiti, così come gli studi, attualmente in corso. Ecco il problema fondamentale; la traduzione della frase. Mentre alcuni termini sono latini, la parola AREPO non è proprio di origine latina; in Gallia si utilizzava il termine "arepos", per definire un carro; questo termine, latinizzato, sarebbe stato tramutato così in un ablativo strumentale, utile, nella frase, per dare questo significato ipotetico: "Il seminatore, col suo carro, tiene con cura le ruote". Una traduzione, quest'ultima, che, però, non convince particolarmente; anche perché si tenta di intuire il suo significato, non molto chiaro, soprattutto perché, forse, AREPO non vorrebbe dire "carro", ma sarebbe un nome proprio, implicando allora: "Arepo, il seminatore, tiene con cura le ruote".
La possibile ascendenza dell'incisione sarebbe cristiana e l'allusione sarebbe riferita a Dio, al Creatore, che si prende cura non delle "ruote", ma della "creature". Il problema sulla possibile ascendenza cristiana, però, è nato dal ritrovamento proprio fatto a Pompei, dato che è stato trovato in una Palestra. Senza però allontanarci troppo, ecco che, come Grosser ha detto, ecco che se vediamo gli estremi della croce, troviamo la "A" e la "O", come l'Alpha e l'Omega, simboli sia di Cristo, di Dio, che dell'Apocalisse. Se poi andiamo a anagrammare la frase, tra le possibili parole, merge "PATERNOSTER": Padre Nostro; e questa scritta si può incrociare, con perno la lettera "N" e ai lati della croce, sia sopra che sotto: A ed O. Studio rafforzato dal fatto che, il classico quadrato, ha, secondo la croce, l'unica parola palindroma dell'insieme è "TENET", tiene.
Per altri studiosi, però, bisogna cercare altrove, in espressioni apotropaiche, ma anche in altri anagrammi che porterebbero a parole e frasi come: RETRO SATANA TOTO OPERE ASPER ed altro. Seguendo altre tracce, la studiosa italiana Bianca Capone crede nel legame tra il Quadrato magico del Sator e i Cavalieri Templari, come precendentemente detto. Le analogie coi luoghi in cui sono state rinvenute le incisioni ed i Cavalieri sono numerose.
Altre teorie ci danno spiegazioni differenti; ecco che, così, Arepo diventa abbreviazione di Areopago e dà alla frase un senso morale: "L'uomo decide le sue azioni quotidiane, Dio il suo destino"; spiegazione non soddisfacente e che cozza con la posizione della parola in iscrizioni che non riportano il quadrato come maglia per la scrittura. Altri ancora ritengono che, più semplicemente, possa trattarsi di un sistema per lo smistamento della posta nell'antica Roma; allora Tenet, incrociata, rappresenterebbe il Cardo ed il Decumano, ed ogni lettera le diverse parti in un primo tempo delle centurie e poi della città romana. Ultimamente, però, l'architetto Iannelli ha elaborato la teoria, tutt'altro che al di fuori della realtà, secondo la quale il Sator, ed il quadrato conseguentemente derivante, non sarebbero altro che simboli del culto sulle origini di Roma e rappresenterebbe il Fauno; la fertilità, uno dei rituali di celebrazione della fondazione dell'antica Roma. Il seminatore nella costellazione di Bootes sarebbe la proiezione del Fauno, il carro, invece, l'Orsa maggiore e l'Opera la Vergine. Un'ipotesi molto concreta e forse reale; è probabile che, nato a questo scopo, il quadrato sia stato ripreso da culture posteriori ed utilizzato per celare altri messaggi, così come per chissà quale altro scopo.
Gli studi continuano, e noi non possiamo far altro che aspettare e cercare di capire i perché di questo simbolo ed i suoi possibili misteri sui quali, a distanza di millenni, si continua a dibattere.

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