Prima novità dell'anno nuovo: il mio primo romanzo su una mia scoperta che rivoluzionerà il modo di leggere la Divina Commedia.
Sotto, tutte le notizie e anticipazioni. Anche sul programma, ovviamente!
Buona lettura a tutti!

"L'oro di Dante" - La versione cartacea!

Il mio libro in versione cartacea.
Chi fosse interessato ad acquistarlo può farlo attraverso questa pagina internet del sito Lulu.com.
Potete scegliere tra il formato a COPERTINA RIGIDA con sovraccoperta al costo di 25,20 euro e il formato a COPERTINA MORBIDA a 20,00 euro.

Ecco il link: http://www.lulu.com/spotlight/Dante88

Ve lo consiglio! Il mese prossimo, sulla rivista FENIX sarà pubblicato un articolo sulla mia scoperta contenuta nel romanzo!
Ricordo a tutti della versione Ebook/Kindle al costo di 2,99 euro acquistabile su Amazon.com in promozione lancio fino a fine agosto!!!
La versione cartacea a livello italiano è acquistabile su tutte le piattaforme di vendita libri ed è edita da Youcanprint al costo di 24 euro.
TUTTE LE VERSIONI HANNO QUESTA COPERTINA: DIFFIDATE DALLE IMITAZIONI!

Lasciate qualche commento e... buona lettura!



Share |

Se ti è piaciuto l'articolo, iscriviti al feed per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog! Per maggiori informazioni sui feed, clicca qui!

"L'oro di Dante" - L'anteprima

Ecco il link per scaricare l'anteprima del mio romanzo.
Spero vi piaccia e vi invogli ad acquistarlo. Nei prossimi post, molte anteprime e anticipazioni sui contenuti della mia ricerca.
Il prodotto è acquistabile sul sito Amazon.it in formato Kindle(ebook) al prezzo di 5,13 euro.

File name: L'oro di Dante_Anteprima.pdf
File size:678.65 KB

Il link del libro.

Share |

Se ti è piaciuto l'articolo, iscriviti al feed per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog! Per maggiori informazioni sui feed, clicca qui!

Un anno... d'oro...

"E quindi uscimmo a riveder le stelle..."
Ebbene sì. Dopo un anno che non pubblico un post eccomi di nuovo a voi.
Per prima cosa voglio chiedervi scusa. Quindi, desidero spiegarvi a cosa sia stata dovuta questa mia lontananza dalle vaghe sembianze di un abbandono.
Per quanto tutti noi, amanti di tematiche misteriose, desideriamo scoprire cose nuove e rivoluzionarie, non sempre riusciamo. nel nostro intento E non è quasi mai un problema di preparazione o studio. Molte volte si tratta di mere coincidenze, di contingenze, più o meno fortuite esse siano, e di idee all'apparenza folli.
Ecco il perché della mia assenza. Quello vero.
Un'idea folle...
Da sempre appassionato della Divina Commedia, ho voluto ribaltarne la concezione sfruttando una vecchia idea quasi per gioco e divertimento e...
Incredibilmente... ho scoperto veramente qualcosa di nuovo. Mai visto né sentito. E l'ho approfondito fino a scrivere un romanzo che lo racconta (qui ne vedete la copertina) utilizzando il genere del thriller.
Attraverso le mie ricerche, ho scoperto che la concezione finora spiegata e insegnata da professori e docenti sull'opera madre di Dante Alighieri è sbagliata e che esiste un messaggio lungo e approfondito nascosto nei versi della Divina Commedia. Un messaggio criptato che parla di Gnosi, di Templari, di Rosacroce e che mi ha indicato due luoghi.
Le ambientazioni di Inferno, Purgatorio e Paradiso...
Sì, avete capito bene: l'ambientazione fisica del Paradiso.
Il regno dove si trova Dio non è un luogo immateriale ma esiste concretamente. L'ho visitato e, che ci crediate o meno, tutto torna. Il paradiso esiste.
Forse mi chiederete, al di là della Divina Commedia, quali sono stati gli altri elementi che mi hanno soccorso nella mia scoperta o su cosa si basi nello specifico... E, be', posso solo dirvi che ho decodificato ben 30 opere di Sandro Botticelli in cui si trova il riferimento alla mia teoria e al messaggio arcano che ho sviluppato.
Ma parlarvene in questo spazio ristretto e stringato è riduttivo. Fin troppo.
Per questo motivo, invito tutti voi ad acquistare il mio romanzo; un thriller ambientato nel mondo contemporaneo attraverso il quale potrete leggere per la prima volta dopo secoli,la Divina Commedia nel modo auspicato da Dante. Fino a trovare la vera saggezza occulta. Quella del "velame de li versi strani".
Quella che tutti gli appassionati di mistero come voi e come io stesso auspicavamo di conoscere da sempre e che adesso possiamo assaporare...

Qui trovate il link del mio libro.
E' scaricabile in formato ebook ed entro fine mese sarà acquistabile cartaceamente.
Il sito da cui poterlo scaricare è Amazon.com.
Il titolo: "L'oro di Dante". Autore: Filippo Martelli

http://www.amazon.it/LOro-di-Dante-ebook/dp/B00CMXPEUY/ref=sr_1_1_bnp_1_kin?ie=UTF8&qid=1367879192&sr=8-1&keywords=l%27oro+di+dante

Share |

Se ti è piaciuto l'articolo, iscriviti al feed per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog! Per maggiori informazioni sui feed, clicca qui!




Presso il Mercure Hotel, nell'area EUR di Roma, alle ore 10.00
Interverranno: Adriano Forgione, Daniele Gullà, Susy Blady, Massimo Fratini, William Facchinetti Kerdudo, Enzo Valentini, Claudio Foti e Felice Vinci.
Al Convegno interverranno anche tanti altri ricercatori, tra i quali Barbara Frale - Archivista vaticana e esperta di cavalieri templari.
Accorrete numerosi!!!
La data, al di là di quanto scritto qui sotto, sarà il 4 MARZO 2012. Vi informeremo su eventuali cambiamenti. Il cambio della data è dovuto a causa del maltempo che imperversa su tutta la penisola e, in particolar modo, Roma.

Share |

Se ti è piaciuto l'articolo, iscriviti al feed per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog! Per maggiori informazioni sui feed, clicca qui!

Frankenstein, incubo o realtà?


La penna di Mary Shelley ha costellato la galassia della letteratura inglese con un'opera che è stata ispirazione, più o meno volontaria, di film, libri e racconti incentrati su oscure e lugubri vicende, che hanno generato il genere della Fantascienza. Ha così stimolato la fantasia di plurimi scrittori che si sono dediti allo sviluppo di storie del terrore. Ma se per molti di essi le vicende di cui hanno raccontato, narravano di fantasie e fantasticherie, forse per altri sono sussistiti argomenti e vicende realmente avvenute che hanno costituito la spaventosa struttura dei libri.
Come ben sappiamo, Mary era moglie del poeta inglese Percy Shelley. A Ginevra, ove vissero per più anni, conobbero Lord Byron e qui si cimentarono, con altri scrittori e personaggi illustri, in una gara letteraria al fine di realizzare un racconto di paura che fosse il più spaventoso possibile. I suoi primi tentativi non andarono a buon fine, ma d'improvviso un'idea le balenò nella mente, lasciando che la sua mano scrivesse ciò che in un incubo le era apparso. Quest'ultimo elemento sembra essere semplicemente una copertura per un qualcosa di più vero e spaventoso. Un alchimista infatti avrebbe cercato di operare un esperimento simile in un castello vicino a Francoforte - in Germania - a Darmstadt, offrendo a Mary Shelley l'opportunità di avere il materiale necessario alla realizzazione del proprio volume.
Il castello è antichissimo, così come antichissime sono le origini della famiglia che lo ha abitato. I Frankenstein.
Nel 940, infatti, sembra che un certo Arnold, appartenete alla medesima stirpe, abbia vinto nel suo castello un prestigioso torneo cavalleresco. La famiglia però si estinse nel XVII secolo, alla morte di Philip Ludwigh, l'ultimo erede. Il castello passò allora in mano ai Darmstadt, senza più tornare in possesso ad un solo Frankenstein.
Sembra però che proprio un'appartenente alla medesima famiglia fosse l'alchimista suddetto; o quantomeno che alla medesima fosse legato. Egli, Conrad Dippell, era un uomo che, oggigiorno, definiremo 'necrofilo'. Si addentrava la notte nei cimiteri, sottraendo i cadaveri delle persone decedute da poche ore su cui poter condurre esperimenti. In realtà il termine che gli abbiamo assegnato è un po' eccessivo, ma può rendere l'idea sugli esperimenti e le ambizioni di quest'uomo. Sul suo tentativo di rendere la vita a chi l'ha perduta.
Conrad Dippell(1673-.....) era nato nel castello dei Frankenstein, ma quando questi non erano più padroni del complesso. Ciononostante, Conrad aveva firmato la propria tesi di laurea col nome della famiglia estinta; tesi in cui sosteneva di poter essere in grado di creare un uomo in laboratorio. Iniziò dunque a condurre esperimenti segreti sui cadaveri, sezionandoli e studiandoli. Gli abitanti del luogo così fecero girare voci che narravano del fatto che Dippell, nel suo castello, fosse stato in grado di realizzare un uomo utilizzando varie parti di cadaveri(la medesima lugubre vicenda di cui tratta "Frankenstein"). Ciò che egli voleva fare, però, non era poi così distante dalle credenze popolari, in quanto, come alchimista, desiderava trovare l'elisir di lunga vita e così creare un uomo che vivesse in eterno.
Ma come può aver fatto Mary Shelley a giungere a conoscenza di questa storia entrata, certamente, nell'immaginario popolare della popolazione che viveva in quell'area germanica? 
La storia di Conrad Dippell giunse in terra ingelse raccontata dai fratelli Grimm, i noti scrittori di fiabe, che nel 1813 scrissero una lettera in cui narravano la storia di Dippell alla loro traduttrice, Mary Claremont che, guarda caso, era la matrigna della Shelley. Connessa all'alchimia, questa storia, come il castello e la vicenda del barone Frankenstein, avrebbe spinto la nota scrittrice, venuta a conoscenza di questo fatto, a trasporre la vicenda su carta fino a realizzare la sua opera più importante. Fonte d'ispirazione, però, fu anche il padre William Godwin, amico di Erasmo Darwin. Assieme realizzavano modelli anatomici in cera costruendo corpi finti che poi esponevano nelle loro abitazioni. Altre volte, i due si davano appuntamento nel cimitero ove la madre di Mary era sepolta. Certamente non si trattava di esperienze convenzionali, pur costituendo l'ossatura principale dell'opera in quanto fonte d'ispirazione. Per meglio approfondire la questione, basta dire che ad Ingolstadt, in Germania, Darwin condusse esperimenti di fisica e anatomia, studiando gli effetti dell'elettricità sui corpi. In particolare di quello che l'elettricità era in grado di produrre alle zampe di rana che si contraevano; esperimenti esposti da Galvani in Italia e che, ad Ingolstadt, erano condotti su parti del corpo umano che prese dai cadaveri di uomini giustiziati. 
Ebbene, l'ambientazione di "Frankenstein" è proprio il castello sito in quello stesso luogo, di cui certamente Mary Shelley ha sentito parlare.
In conclusione, si può dire che questo romanzo fantascientifico, e per questo ai limiti tra fantasia e realtà, sia stato - e sia tuttora - un manifesto più che mai vivo ed importante di un fanatismo che, in certi casi, ha anticipato la realtà più estrema. Un fanatismo che, come spesso accade, è opera di ricercatori avanguardisti che nei loro esperimenti si avvalgono di decisioni certamente non etiche, ma necessarie talvolta, e che stimolano il dibattito e le discussioni. Tuttora la clonazione, come il riportare in vita un cuore deceduto di un essere vivente, cose che fino a pochi anni fa apparivano come "fantasie pure", sono il frutto di questo mestiere e il tema base delle discussioni e dei conflitti che ammantano scienza, società, religione ed etica. 
Sta a noi saper discernere il bene dal male, il giusto dallo sbagliato. Perché, in fondo, al di là della giustificazione del lugubre sfondo assegnato alla sua opera, Mary Shelley ci insegna che la storia del dottor Frankenstein e della "creatura" deriva non da un semplice sogno, ma da un incubo.

Share |

Se ti è piaciuto l'articolo, iscriviti al feed per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog! Per maggiori informazioni sui feed, clicca qui!

Intervista col Professor Massimo Ricci sulla Cupola del Brunelleschi


PER CHIUNQUE AVESSE PROBLEMI NEL SEGUIRE L'INTERVISTA A CAUSA DELLA MUSICA: E' possibile disattivare la musica, per seguire tranquillamente l'intervista. Nella COLONNA DI DESTRA del blog, dopo i siti e i forum affiliati e prima dei lettori fissi, c'è un rettangolo video/audio che è possibile stoppare dal tasto centrale. 













Share |

Se ti è piaciuto l'articolo, iscriviti al feed per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog! Per maggiori informazioni sui feed, clicca qui!

Shakespeare, un mistero tutto italiano

I suoi versi hanno fatto sognare milioni di persone in tutto il mondo e continuano a riecheggiare da secoli, oramai. Delicati, duri e sublimi. Solo con tali aggettivi possiamo avvicinarci a definire i contorni dei versi di un poeta noto in tutto il mondo, versi che fanno sognare, ma che altrettanto celano un oscuro mistero. Se infatti essi sono chiari, palesi e capaci di farci sognare o di descrivere le gesta di personaggi leggendari, storici, meno chiara è la figura dello stesso scrittore di tali opere. William Shakespeare da secoli fa parlare di sé, ma senza che noi si sappia alcunché sulla sua vita, sulle sue origini, ed i versi che avrebbe scritto di proprio pugno che ci sono giunti a noi ancora intatti sono molti pochi. Ma chi era, per quanto noi conosciamo, Shakespeare, e soprattutto quali erano le sue origini? Cerchiamo di fare chiarezza e di mettere ordine tra le teorie che lo investono.
I misteri sulla sua figura riguardano anche i ritratti che sono a noi familiari. Ne esistono solo tre, di cui uno solo, probabilmente, è autentico. Perciò i dubbi formalmente riguardano anche il suo aspetto. Una figura, quindi, molto complessa e soprattutto dai tratti quasi spiritici, essendo un artista di cui si sa ben poco, di cui non si conosce il vero e proprio aspetto e le cui opere, per quanto leggendarie ed eterne non sono scritte di suo pugno; quelle che gli storici ritengono 'originali' sono appena quattordici, per cui rimangono anche i dubbi su chi fosse il vero autore di quelle opere. Se vogliamo però cercare di capire di chi stiamo parlando, dobbiamo allora cercare tra le sue origini; ed esiste una teoria rivoluzionaria, che lo vorrebbe, addirittura, italiano. Stando a numerosi studiosi William Shakespeare sarebbe esistito realmente, ma appunto le sue origini sarebbero da ricercare altrove e, come detto, in Italia con precisa collocazione in Sicilia, nella città di Messina; ma andiamo con ordine. Di Shakespeare conosciamo la data di nascita: 23 Aprile 1564, giorno di San Giorgio e festa nazionale inglese, una strana coincidenza. Shakespeare sarebbe quindi nato a Stratford upon Avon da John, un commerciante in pelli e Mary Arden, figlia di un proprietario terriero. A soli dieci anni fu costretto ad abbandonare la scuola, senza poter poi aver possibilità, se non a livello da autodidatta, di imparare molto, costretto a lavorare per cercare di soccorrere la famiglia che aveva grossi problemi economici. A ventun anni Shakespeare si trasferì a Londra, lasciando moglie e figli-tre, tutti battezzati con rito cattolico romano-ed intraprendendo da prima la carriera da attore, per poi passare a quella di drammaturgo. Il grande autore morì, stando ai dati a noi in mano, il 26 aprile 1616, ma alcuni storici, studiando la storia di un personaggio messinese dello stesso periodo, un tale Michelagnolo Florio. Questo sarebbe stato figlio di un tale Giovanni Florio, medico e pastore calvinista e di Guglielma Crollalanza, una nobildonna messinese. Sia la famiglia del padre che quella della madre avevano parenti sia in Italia che in Inghilterra e John, uno dei pareti oltremanica, era autore di alcuni sonetti, letterato e autore del primo dizionario Italiano-Inglese. Vi è poi Giovanni, parente della madre, che da anni vive in Inghilterra proprio, guarda caso, a Stratford upon Avon, la città natale di Shakespeare. Da qualche anno, poi, dopo il Concilio di Trento, si era reso obbligatorio registrare le nascite e le morti, ma molte persone avevano lo stesso nome e cognome, visto che in larga parte si trattava di assegnare lo stesso nome ai figli del parente più prossimo.
Cercare, però, traccie di una verità scomparsa sono incredibilmente difficili. Infatti Messina fu devastata da vari terremoti che hanno raso al suolo un qualsiasi possibile indizio. Ma, come detto, i Crollalanza ed i Florio avevano proprietà, e parenti, sia in Italia, che in Nord-Europa. I Florio, però, sarebbero stati ebrei e, con le leggi e le tolleranze dell'epoca, ecco che il padre di Michelagnolo, ebreo, ma sposato con una donna cattolica, riuscì per molto tempo, grazie alla propria professione, di rimanere a Messina. Qualche anno più tardi, però, la situazione divenne insostenibile e i Florio furono costretti a trasferirsi in Inghilterra nello stesso periodo in cui, stando a quanto si sa, Shakespeare sarebbe vissuto ed avrebbe scritto le suo opere.
Opere che, stranamente, sono quasi sempre ambientate in Italia. Opere in cui il suo piccolo borgo di nascita, Stratford on Avon, non viene mai citato, a dispetto di piccoli borghi italiani. Un fatto molto singolare se, stando alle fonti storiche, si pensa che William non avrebbe mai viaggiato in vita sua. Esiste, infatti, un periodo di cui non si sa niente su Shakespeare, e il "Giulio Cesare", va dal 1597 al 1602 in cui avrebbe fatto il posteggiatore dei cavalli fuori dai teatri di Londra; anni in cui si appassionò al teatro e dopo i quali avrebbe composto tre opere leggendarie: "Il mercante di Venezia", "Romeo e Giulietta"ed In questo periodo, casualmente, Michelagnolo Florio avrebbe vissuto a Padova, conoscendo, tra gli altri, Giordano Bruno, e quindi un pensatore molto più aperto di quelli che c'erano nella chiusa società inglese di quegli anni. Se, oltretutto, pensiamo alle ambientazioni di quei lavori ed al periodo passato proprio in Veneto, allora la somma risulta quasi banale. Michelagnolo, avrebbe quindi viaggiato prima in Grecia, poi in Spagna e, infine, a Londra, dove due Conti, quello di South Hampton e quello di Perbrowed. Qui, Michelagnolo, inizia a produrre opere teatrali e a dedicarsi al teatro, anche grazie al cugino John, come abbiamo visto.
Inizia, nello stesso periodo, a frequentare gruppi e società particolari, ove erano presenti molti letterati e a cui, così come si evince dai dati storici, avrebbe aderito lo stesso Shakespeare. Dai registri giunti fino a noi, però, il suo nome non compare; tuttavia, è presente quello di Michelagnolo Florio. Edmund, suo cugino, figlio di Michelangelo Crollalanza, lavora al Globe Theatre di Londra e lì, Michelagnolo, iniziò a lavorare, portando in scena i suoi lavori. Michelangelo commerciava in pellame, ma Edmud, a circa 10 o 11 anni, abbandonò gli studi e iniziò a lavorare col padre, trasferendosi raggiunta la maggiore età, allora, a Londra con tutta la famiglia iniziando, come detto, la carriera d'attore. Il parallelo di questa vera storia, lo si ha con la biografia ufficiale di Shakespeare, che, proprio da Stradford, a 11 anni avrebbe interrotto gli studi, aiutando poi il padre nel lavoro. Edmund, però, molto poco istruito, morì di peste e, probabilmente, vi fu uno scambio di persona tra lui e Michelagnolo. Shakespeare, infatti, dal periodo in cui Edmud morì, iniziò a recitare sempre meno, e scrivere di più. Ed ecco spiegato anche perché, proprio come Shakespeare, se Edmund fosse morto, la moglie ed i figli sarebbero rimasti, proprio come decanta la biografia del poeta, a Stradford. Prendendo l'identità del cugino, inoltre, sarebbe stato considerato non più ebreo, ma inglese a tutti gli effetti.
Il nome, però, ha una nuova storia. Infatti, dopo la morte di Edmund, Michelagnolo avrebbe preso il suo nome e la sua identità, per poi cambiarlo con quello della madre, ma inglesizzato. Divenne, quindi, Guglielma Crollalanza: letteralmente William e Scrolla Lancia, cioè Shake Speare. Ovvero William Shakespeare. 
Una persona, però, di nome William Shakespeare, è veramente esistita ed era parente, guarda caso, di Michelagnolo Florio; ma non avrebbe potuto possedere la vastità di conoscenze del cugino italiano, essendo nato e cresciuto in Inghilterra, senza viaggiare.
Qui si conclude questo nuovo viaggio, che è partito da una delle figure più importanti della Storia letteraria, fino a giungere ad una possibilità affascinante ed immortale. Affascinante ed immortale proprio come le sue opere.

Share |

Se ti è piaciuto l'articolo, iscriviti al feed per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog! Per maggiori informazioni sui feed, clicca qui!